Ricci: “Incredibile. Su liste d’attesa e giovani Acquaroli dà la colpa ai marchigiani”

“Dal confronto di ieri tra me ed Acquaroli ci sono tre passaggi che, secondo me, sono molto gravi.
L’ho detto anche ieri nel nel mio intervento, perché sono irrispettosi nei confronti dei marchigiani e riguardano temi importanti come le liste d’attesa, i giovani e l’economia”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche. “Quando abbiamo parlato di liste d'attesa, il Presidente uscente ha detto che il problema della è dovuto al fatto che troppi cittadini fanno domanda di prestazioni, di visite, di interventi o di controlli, quindi alla fine il problema delle liste d'attesa, secondo chi ha governato fino ad oggi, non è di un cattivo funzionamento del sistema sanitario o del fatto che vengono spese poche risorse nella sanità, bensì è colpa dei cittadini. - dichiara Ricci - La seconda cosa riguarda i giovani. Quando ci hanno domandato del perché molti giovani marchigiani lasciano le Marche, la risposta data da Acquaroli è stata etichettare i nostri giovani come ‘distratti’ o che ‘non conoscono tutte le opportunità che ci sono nelle Marche’. Io penso che dare una risposta simile significhi non conoscere i nostri giovani. La nuova generazione è tutto tranne che distratta, sono molto più informati di noi alla loro età. Se purtroppo una parte dei giovani continua a scappare dalle Marche è perché nelle Marche non ci sono abbastanza opportunità di lavoro e di buon lavoro ben pagato, non a caso abbiamo proposto il salario minimo regionale, perché sotto 9 euro netti all’ora non è lavoro ma è sfruttamento.Cosi come ci stiamo battendo molto per l'innovazione, per aiutare le nostre imprese ad uscire dalla crisi e perché l'innovazione può creare nuove forme di lavoro, soprattutto per i giovani. - conclude - La terza questione riguarda la ZES. Non solo non c'è un euro e non è un decreto legge, non solo mancano più della metà dei comuni marchigiani, ma ieri nel dibattito è stato detto da Acquaroli che i soldi, eventualmente, li prenderemo dalle regioni del Sud, quindi, semmai un giorno avremo i soldi, e ovviamente ci batteremo per averli, andranno tolti alle regioni del meridione. Tutto questo ha generato ulteriore incertezza nelle imprese, come anche Confindustria Fermo ha confermato, e non c’è cosa peggiore per le nostre imprese, perché l’incertezza è un danno, l’ennesimo che va ad aggiungersi a quello già recato dai Dazi di Trump e dei sovranisti”
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