Attualità

Questione di sguardi, lettera dalla Caritas del mese di ottobre 2026

Amministratore26 ottobre 2026 alle 22:16

San Benedetto del Tronto - L'estate soffocante è alle spalle: nei supermercati sono spuntati i primi panettoni e l’aria fredda già preannuncia l’arrivo dell'inverno. Mentre le nostre città si preparano a riempirsi delle solite, costose luminarie per le feste natalizie, gli avvenimenti di questi giorni mettono addosso un senso di tristezza e inquietudine.

Basta guardarsi attorno: guerre sempre più tragiche e interminabili, episodi di violenza inaudita anche da parte di ragazzini che rovinano pacifiche manifestazioni, mancanza di un rifugio per i cosiddetti “invisibili” che fanno pensare a una storia lontana narrata dal Vangelo dove di una giovane coppia, arrivata a Betlemme, si dice: “Non c’era posto per loro nell’alloggio” (Lc 2,7).

Nella ricorrenza dell’ottavo centenario della morte si è parlato molto di San Francesco d’Assisi. Forse oggi, proprio come allora, abbiamo bisogno di chi sappia rimboccarsi le maniche per "riparare" non solo la Chiesa, ma l’intera società. È tempo per tutti, senza eccezioni, di fermarsi e cambiare prospettiva. Non una semplice correzione di rotta, ma una vera e propria rivoluzione dello sguardo per imparare a guardare noi stessi, gli altri e il mondo con gli occhi della compassione.

I social ci bombardano continuamente di negatività, cercando di convincerci che il male domini ovunque. Ma basta sintonizzare lo sguardo con quello di Dio per accorgersi che il bene continua a germogliare in silenzio, nascosto nelle pieghe della vita quotidiana. Per questo motivo la Caritas diocesana inizierà a pubblicare ogni mese storie belle di persone che vivono nel nostro territorio.

Fa pensare il messaggio di un ragazzo, inviato l'altra notte alle 2:33. Rientrato tardi dal lavoro, affacciatosi alla finestra, aveva visto, per l'ennesima volta, un “senza dimora” solo e infreddolito sulla piazza deserta. Ha scritto: "So che è tardi, ma il mio cuore non riesce a riposare nel vedere queste cose." Fortunatamente c'è ancora chi rifiuta l'indifferenza e custodisce la propria umanità.

Fermiamoci e lasciamoci interrogare da ogni nome, ogni storia, ogni volto che incrociamo. La celebrazione della Giornata Mondiale dei Poveri del prossimo 15 novembre, che ha come tema “Il Signore è il rifugio del povero” (cfr Sal 14,6), sia occasione, come invita a fare Papa Leone, per verificare il nostro modo di guardare le persone e di vivere la carità. Il Signore si fa rifugio del povero attraverso il volto e l’azione della sua Chiesa. Scriveva fratel Biagio Conte: ““Carissima e amata umanità: coraggio, non perdiamo la preziosa speranza di un mondo migliore e più giusto. Sento nel cuore, grazie al buon Dio, di incoraggiare questa sofferente società e ogni essere vivente, ogni uomo ed ogni donna di questa terra, aiutiamoci gli uni con gli altri per ricostruire insieme la pace e la vera speranza”