Attualità

Provincia di Fermo, la minoranza consiliare incalza sulla questione del trasporto scolastico

Riccardo Strappa e Roberto Borboglini, riconducibili all’opposizione provinciale fermana, in una lettera aperta ritornano sul tema già discusso nell’assise assembleare

Editor24 ottobre 2026 alle 18:49

“Un mese fa abbiamo denunciato il caos del trasporto scolastico e, dopo l'ultimo Consiglio provinciale, abbiamo depositato un'interrogazione. Da allora la situazione è rimasta la stessa. Continuano ad arrivarci numerose segnalazioni da famiglie e studenti, e raccontano sempre gli stessi problemi”. Lo affermano in una missiva i consiglieri di minoranza provinciale fermana in quota Pd, Riccardo Strappa e Roberto Borboglini. “Le famiglie che hanno protestato si sono sentite rimpallare da un ente all'altro. Le scuole spiegano di poter tenere gli studenti in aula solo fino a un certo orario. Trasfer risponde per iscritto che le corse pomeridiane sono state accordate con la Provincia a partire dalle 17:00 – proseguono gli esponenti dem –. Il risultato è che molti ragazzi, in gran parte minorenni, escono da scuola alle 15:40 o alle 16:40 e restano in strada ad aspettare, al freddo e presto anche al buio. Molte corriere non arrivano al Terminal di Fermo prima delle 17:30, e le attese arrivano anche a due ore. Si torna a casa dopo le 18:30, e i ragazzi di Amandola rientrano quasi alle 20. Sui mezzi la situazione non migliora. Gli studenti viaggiano spesso ammassati, molti senza nemmeno un posto a sedere, soprattutto sulle linee urbane. Le corse sono state concentrate su poche fasce orarie, e il risultato sono condizioni di viaggio indegne e pericolose. Le famiglie, intanto, pagano abbonamenti annuali che spesso superano i 522 euro”. Strappa e Borboglini proseguono illustrando che “il 30 settembre, in Consiglio provinciale, il presidente Michel Ortenzi aveva indicato nelle scuole le responsabili dei disagi. A distanza di un mese è la stessa azienda di trasporto a smentirlo, dicendo che gli orari delle corse sono stati concordati con la Provincia. Presidi e famiglie non c'entrano: il problema nasce da chi ha riorganizzato la scuola senza preoccuparsi di riorganizzare anche il trasporto. Non si può introdurre la settimana corta con i rientri pomeridiani senza prevedere le corse necessarie e senza mettere d'accordo le scuole nelle giornate di rientro comuni. Così si danneggia il benessere psicofisico degli studenti si lede il loro, sacrosanto, diritto allo studio e il diritto ad avere tempo per lo sport e la vita sociale; in più si costringono tanti genitori a lasciare le loro attività quotidiane per andare a prendere i figli”. I consiglieri fermani vanno verso le conclusioni. “Il presidente Ortenzi e la consigliera delegata Liberati avevano tutti gli strumenti per evitare questa situazione. La legge affida alla provincia la pianificazione dei trasporti e la programmazione della rete scolastica, ha firmato il contratto di servizio con Trasfer e controlla l'azienda attraverso Steat. Avrebbe potuto riunire per tempo scuole, azienda e Comune di Fermo e costruire corse adatte ai nuovi orari, ma non lo ha fatto. Con la nostra interrogazione depositata a fine settembre abbiamo domandato chi ha concordato questi orari, perché non sono stati aumentati i chilometri e se la provincia abbia preso dei provvedimenti per risolvere questa situazione ma, soprattutto, abbiamo chiesto un tavolo permanente tra Provincia, comune di Fermo, scuole, Trasfer, studenti e famiglie, per far coincidere finalmente orari scolastici e corse. Un mese di attese per i nostri studenti è già troppo, l'augurio è che non si trasformi in un intero anno scolastico”.