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Porto, 308 milioni di investimenti: i porti di Marche e Abruzzo al centro dello sviluppo del Medio Adriatico

Amministratore28 ottobre 2026 alle 16:13

Oltre 308 milioni di euro previsti per tutto il Sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, ripartiti tra i quasi 218 milioni di euro per le Marche e i quasi 91 milioni per l’Abruzzo. Sono queste le cifre per le opere finanziate o in fase di progettazione entro il 2028, contenute nel Piano Operativo Triennale 2027-2029, approvato oggi insieme al Bilancio, dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale presieduto dal Presidente Mirco Carloni e composto dall’Amm.Isp. Massimo Seno, direttore marittimo delle Marche, Sergio Strali per la Regione Marche, Simone Mancini per la Regione Abruzzo, Matteo Vichi per il Comune di Ancona, Stefano Cioppi per Pesaro. Hanno partecipato alla riunione, che si è svolta nella sede direzionale al porto di Ancona, i comandanti delle Capitanerie di porto del sistema portuale. È stato lo stesso presidente Carloni, al termine del Comitato, a presentare il documento agli organi di informazione. Per le Marche, nello specifico per Ancona, Falconara Marittima, Pesaro e San Benedetto del Tronto, significa poter contare su investimenti consistenti per dragaggi, lavori straordinari, nuove strutture e spazi dedicati alle attività cantieristiche, digitalizzazione dei processi, ammodernamento dei terminal, mitigazione dell’impatto ambientale e valorizzazione degli asset per restare competitivi in un sistema marittimo di scambi che sta vivendo una profonda trasformazione. Le opere più consistenti sono attese nel porto dorico, dove già nel 2027 sono previsti interventi di grande impatto per la competitività dello scalo. Immediatamente dopo l’approvazione della delibera, il presidente Carloni ha potuto firmare il decreto per il dragaggio dei fondali di fronte alle banchine dalla 19 alla 26, quest’ultima da portare a 14 metri di profondità. Questo accrescerà la competitività del porto dando la possibilità di attracco delle navi con maggiore pescaggio, in un contesto nel quale gli armatori stanno riorganizzando carichi e rotte commerciali per fronteggiare le tensioni internazionali su Hormuz e Suez.