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Plastica in discarica, Marche a Rifiuti Zero: basta con il “non c’è scelta”. Cambiamo stagione

Amministratore30 settembre 2026 alle 14:26


Prima l’inceneritore. Ora circa 150 tonnellate di plastica a settimana finiscono in discarica. Ancora una volta arriviamo alla stessa conclusione: non c’è scelta.

È proprio questo il problema. Una politica dei rifiuti dovrebbe costruire le alternative prima che una difficoltà diventi un’emergenza, non presentare ogni volta come inevitabile la soluzione più semplice: prima ampliare le discariche, poi costruire un inceneritore, oggi mandare in discarica la plastica.
Anche la comunicazione rischia di essere un clamoroso autogol. Dire ai cittadini che la plastica raccolta separatamente finisce comunque in discarica e contemporaneamente chiedere loro di continuare a differenziare può produrre sfiducia e peggiorare la qualità della raccolta. La Regione dovrebbe invece fare fronte comune con Comuni, associazioni, imprese e cittadini e lanciare una grande mobilitazione collettiva per ridurre i rifiuti.
La crisi del riciclo della plastica, inoltre, non nasce oggi. Da tempo la filiera denuncia difficoltà economiche e industriali. È paradossale parlare tanto di autonomia e sicurezza nell’approvvigionamento delle materie prime e poi non riuscire a difendere una filiera strategica per il recupero delle materie seconde.
Ma c’è un punto ancora più importante: non possiamo pensare di risolvere il problema della plastica semplicemente riciclando quantità sempre maggiori. Dobbiamo innanzitutto usarne molta meno. Meno monouso, meno bottiglie di acqua, meno imballaggi inutili. Più acqua del rubinetto, borracce, vuoto a rendere, contenitori durevoli, prodotti sfusi, riuso e riparazione. È questo l’appello che Marche a Rifiuti Zero rivolge direttamente ai cittadini: aiutateci a far durare più a lungo le discariche, producendo meno rifiuti.
Le comunità che ospitano questi impianti non possono essere condannate a convivere per generazioni con continui ampliamenti. Abbiamo già ricordato che la vera alternativa passa da prevenzione, riuso, tariffazione puntuale e riciclo di qualità.
E questa crisi chiarisce anche un’altra cosa: l’inceneritore, per il quale la stessa Regione indica tempi di almeno sette anni, non è la risposta ai problemi di oggi, né ai problemi di domani. La risposta immediata sono cittadini, imprese, Comuni e comunità capaci di consumare e produrre diversamente. È il senso del percorso che stiamo portando avanti con il progetto già avviato del Distretto dell’Innovazione Circolare dell’Unione del Pian del Bruscolo in provincia di Pesaro Urbino.
Non aspettiamo la prossima emergenza per sentirci dire ancora che non c’era scelta. Cambiamo stagione.

Marche a rifiuti zero ETS.