Attualità

Plasma e sangue trasportati insieme con i pasti nel Fermano. Azienda, 'tutto a norma'

Replica alla notizia di Fanpage. Ast e Avis: "nessuna unità sprecata o mal gestita"

Editor12 giugno 2026 alle 13:12

"Nessuna anomalia, nessuna unità mal gestita, procedure conformi alle norme".
L'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Fermo e l'Avis provinciale replicano alle notizie pubblicate da Fanpage.it secondo le quali sangue e plasma sarebbero stati trasportati assieme ai pasti nei furgoni dell'azienda sanitaria.
Nella sua ricostruzione, comprendente una segnalazione della Fials all'Ast dello scorso maggio, Fanpage.it descrive una routine quotidiana: due furgoni partono dall'ospedale di Fermo carichi di pasti per degenti e ospiti delle case di riposo, raggiungono i presidi di Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio, Montegranaro, Petritoli e Montegiorgio, scaricano il cibo e caricano nello stesso vano gli zaini con sangue e plasma appena donati.
Il materiale biologico tornerebbe così al centro trasfusionale in condizioni che, nei mesi estivi, possono superare i 30 gradi nel vano di carico. Una segnalazione protocollata risalerebbe già al 2021, corredata da foto - pubblicate dal sito - che documentavano contenitori per sangue in un furgone usato anche per materiale edile. Poco più di un mese fa, come si evince dal documento pubblicato, il sindacato Fials ha scritto ai vertici dell'Ast denunciando la "promiscuità inaccettabile sotto il profilo normativo, legale e igienico" e il rischio di sanzioni per gli autisti.
A questa ricostruzione, il direttore della Medicina Trasfusionale dell'Ast Fermo, Gianluca Riganello, ribatte che, invece, le unità "viaggiano in contenitori primario, secondario e terziario dotati di stabilizzatori e registratori di temperatura, sistema anti-sversamento e procedura convalidata dal sistema di gestione della qualità". "Nessuna difformità - aggiunge - è mai stata segnalata dal Centro unico di lavorazione". Da parte sua, la presidente provinciale Avis del Fermano, Elena Simoni, conferma di non aver "rilevato anomalie nel percorso dal donatore al centro trasfusionale di riferimento".