Pazienti in coda e tanti disagi: caos al Pronto Soccorso del Mazzoni

Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Ascoli continua a vivere una situazione di forte criticità, che da giorni viene segnalata come ormai consuetudinaria dal personale sanitario
Anche nelle ultime ore il reparto di emergenza risulta saturo, con numerosi pazienti costretti ad attendere su barelle e carrozzine, in un contesto di sovraffollamento che mette sotto pressione l’intero sistema di emergenza-urgenza. Secondo quanto riferito, diversi pazienti hanno concluso il loro iter di Pronto Soccorso ma restano in attesa di ricovero da oltre due giorni, per la mancanza di posti letto disponibili nei reparti. Una condizione che trasforma di fatto il Pronto Soccorso in un’area di degenza impropria, con evidenti ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti stessi. A risentirne pesantemente è anche il servizio di emergenza territoriale 118. Nelle ultime giornate si sono registrati numerosi casi di ambulanze bloccate all’interno dello stesso Pronto Soccorso in attesa di poter “sbarellare” i pazienti trasportati. In alcune circostanze i mezzi di soccorso sono rimasti fermi anche per circa un’ora prima di liberarsi, sottraendo risorse fondamentali agli interventi sul territorio. Ancora più critica la situazione delle ambulanze medicalizzate: la presenza del paziente sulla barella del mezzo rende infatti il veicolo temporaneamente non operativo, con medico e infermiere impossibilitati a rispondere ad altre emergenze. Un blocco che incide direttamente sulla capacità di risposta del sistema 118, soprattutto in un’area vasta come quella ascolana. Il quadro che emerge è quello di un Pronto Soccorso sotto pressione costante, dove il sovraffollamento non rappresenta più un evento eccezionale ma una condizione strutturale. Una realtà che solleva interrogativi sulla gestione dei flussi ospedalieri, sulla disponibilità di posti letto e sulla tenuta complessiva dell’assistenza sanitaria territoriale. Dal personale arrivano segnalazioni puntuali e reiterate, con l’obiettivo di accendere i riflettori su una situazione che rischia di diventare insostenibile, soprattutto nei mesi invernali, quando l’aumento degli accessi al Pronto Soccorso è fisiologico. La richiesta implicita è quella di interventi urgenti e strutturali, per garantire cure adeguate ai pazienti e condizioni di lavoro dignitose agli operatori sanitari, oggi costretti a operare in un contesto di emergenza continua.
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