Pannelli solari sui tetti, esulta Coldiretti: “Il Pnrr salva i terreni agricoli, vantaggi per giovani e imprese del cratere”
Fotovoltaico sui tetti per fronteggiare il caro energia ma senza andare a occupare suolo agricolo.
Una richiesta portata avanti da Coldiretti da molto prima dell’emergenza che stiamo vivendo, ulteriormente aggravata dalla guerra tra Russia e Ucraina, e che trova ora risposta nel bando da 1,5 miliardi di Pnrr per l'installazione di pannelli fotovoltaici su migliaia di tetti di stalle e cascine, senza il consumo di suolo. “Ciò che chiedevamo – spiega il presidente di Coldiretti Ascoli Fermo, Armando Marconi – e che continuiamo a spingere anche attraverso la petizione avviata lo scorso luglio da Giovani Impresa che ha già raccolto 1600 firme per dire no ai pannelli a terra che, infatti, saranno esclusi dal finanziamento. Ascoli e Fermo hanno delle chance in più grazie ai criteri del bando che premieranno le aree colpite negli ultimi 10 anni da eventi sismici”. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Ascoli Fermo su dati catastali nelle due province si contano, senza considerare le abitazioni del coltivatore, 2970 fabbricati agricoli strumentali che potrebbero ospitare pannelli sui loro tetti. “Da quel che si legge sull’avviso di consultazione ministeriale – aggiunge Marconi – i giovani potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto pari al 90% della spesa e questo rappresenta un’opportunità importante per le imprese agricole e zootecniche del territorio che potranno contenere i costi energetici in una situazione di forti tensioni internazionali che mettono a rischio gli approvvigionamenti”. Per attuare questa misura del Pnrr, il ministero si avvarrà del Gse, al quale dovrebbero essere delegate anche alcune delle funzioni di monitoraggio, controllo, e rendicontazione delle spese. Per quanto riguarda le tempistiche, entro fine febbraio dovrebbe essere stipulato l’accordo con il Gse ed a breve essere inviato alla Conferenza Stato-Regioni il decreto ministeriale che definisce le modalità applicative della misura, con indicazioni, tra le altre cose, sulle tipologie di contributo in conto capitale (si prevede un contributo a fondo perduto minimo del 50%). Entro il 31 dicembre 2022, inoltre, il ministero dovrà rispettare l’obiettivo previsto di erogare ai beneficiari almeno il 30% delle risorse finanziarie assegnate a questo investimento, per poi raggiungere il 50% entro la fine del 2023 e il 100% entro la fine del 2024.
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