Attualità

Notte di stelle all’Arena “Gigli”, assegnati i Premi Marche 2026

Il salotto delle eccellenze sotto il cielo di Porto Recanati: musica, visioni e storie che fanno grande la regione, dai successi nel mondo alle radici locali con il dinamismo marchigiano in passerella

Editor04 settembre 2026 alle 14:10

Nella serata di ieri, giovedì 3 settembre, sotto il cielo terso dell’arena “Beniamino Gigli” di Porto Recanati è andata in scena una di quelle serate che assomigliano intimamente alla terra che le ospita. La notte del Premio Marche 2026 – Sanremo Music Awards, un’occasione speciale per accendere i riflettori su quell'operosità diffusa che caratterizza la regione: eccellenze spesso silenziose, abituate a lavorare a testa bassa, chine sul fatturato e sull'innovazione, capaci di coltivare nicchie di altissima qualità. Perché le Marche, per indole schiva, non amano l'ostentazione dei gran balli; ricordano piuttosto quelle Cenerentole industriali e umane che, lontano dal clamore, sanno inventare mercati e tracciare sentieri originali. Prima di entrare nel vivo dei racconti, il palco dell'arena ha incoronato una rosa ricca di protagonisti, da Elisabetta Cocciaretto e Diletta Galeota per lo sport, a Michele Pecora, Sara Scognamiglio, Nancy Fazzini "The Gheisha", Julia Burdulì, Marco Gradassi, DJ Giampi, DJ Aniceto, Radio Stazione 41 per lo spettacolo; dalla solidarietà della Cooperativa Bet Onlus, dei Lions Club Amandola Sibillini, dell'Associazione Argentinos nelle Marche, dell'I.P.A. e di "+Artisti", fino alle eccellenze di MP Shoes, Molino Orsili, Officine Modelli, Fabrizio Massetani, Inclina, Studio Legale Galeota, la chef Viorica Fronea e il Caribe Beach. A brillare sono state soprattutto tre figure chiave del panorama marchigiano. A partire dalla presenza di Jessica Marcozzi, esponente di Forza Italia e consigliera regionale, salita sul palco per ritirare il riconoscimento a nome della figlia Elisabetta Cocciaretto, stella del tennis azzurro bloccata in volo di rientro dagli US Open. Mantenendosi in costante contatto telefonico con la figlia durante l'evento, Jessica Marcozzi ha espresso con profondo orgoglio materno ed istituzionale l'attaccamento della campionessa alla propria terra: «Elisabetta sta rientrando dagli US Open dove stava giocando bene prima che arrivasse un piccolo problema, ma già pensa alla Coppa Davis per fine settembre. Ne hanno vinte già due e nel 2025 è stata protagonista insieme a Jasmine Paolini. Sono contenta di questo premio, mia figlia ama molto le Marche, ha iniziato la sua attività sportiva a Porto San Giorgio e credo sia un’ottima ambasciatrice della nostra regione». Spazio poi all'intuizione e al coraggio imprenditoriale di Silvia Tomoleoni, titolare dei punti vendita Natura Sì di Civitanova Marche e Corridonia, punto di riferimento indiscusso per la cultura del biologico e della sostenibilità sul territorio: «È stato un premio abbastanza inaspettato, ma ovviamente sono molto felice di riceverlo. La mia visione sostenibile è stata un’intuizione sul fatto che il mondo andava in quella direzione: prendere consapevolezza del fatto che l’aspetto alimentare influenza la salute e la vita del genere umano». Sul fronte della salute e dell'innovazione sanitaria, un ruolo di primissimo piano è stato riconosciuto ad Alberto Gagliardi, direttore generale dei Centri Medici La Fenice di Porto Sant'Elpidio e Civitanova Marche: «Abbiamo creato strutture con lo scopo di servire il territorio dando risposte veloci e di qualità, frutto dell’alta tecnologia di cui ci siamo dotati». Accanto a loro, il pubblico dell'Arena ha applaudito le storie di sport e spettacolo. Per l'equitazione, l'amazzone Diletta Galeota ha celebrato traguardi importanti: «22 anni di sport, una carriera lunghissima che mi ha dato grandi soddisfazioni. Ora mi godo un po' di tranquillità, mi sono appena laureata in giurisprudenza». Grande emozione anche per il cantautore Michele Pecora: «È una grande soddisfazione ricevere un premio e stare tra amici. Inoltre sono molto orgoglioso che arrivi dalla terra che mi ha adottato». Momenti di profonda partecipazione per l'impegno sociale. La Cooperativa Bet Onlus di Fermo ha raccontato il suo operato quotidiano attraverso la presidente Rita Pimpinicchi («Lavoriamo da diversi anni sul disagio adulto. Intercettiamo situazioni di persone segnalate dai servizi sociali e di donne vittime di violenza. Siamo nate per rispondere all’esigenza del territorio») e la coordinatrice Alessia Barboni («Coordino la struttura di pronta accoglienza Casa Sandra e altre due strutture per donne con minori. La nostra mission è dare una risposta immediata a chi ne ha bisogno»). Importanti testimonianze anche da parte dei Lions Club Amandola Sibillini, rappresentati dal presidente Sante Mecozzi («Comprendiamo 13 comuni e siamo al servizio della comunità. Il nostro scopo è aiutare le persone in difficoltà»), dalla past presidente Pisana Liberati («Questo premio lo vediamo come un riconoscimento importante per un’azione silenziosa che portiamo avanti tutti i giorni») e da Sandro Coltrinari («Il mio compito è coordinare i soci per lavorare in armonia e con decisione su progetti scelti all’unanimità»). Forte il valore dell'integrazione con l'Associazione Argentinos nelle Marche: «Il nostro scopo è inserire gli argentini nella comunità italiana. Le Marche sono una regione fantastica, hanno tutto: mare, collina, montagna, arte e cultura. In più si vive ancora un grande senso di famiglia e comunità. I dati parlano di ben 5.000 argentini presenti sul territorio». Spazio all'impresa e ai servizi con Paolo Monaldi della MP Shoes («A modo nostro abbiamo fatto una piccola rivoluzione aziendale: siamo passati dai negozi alla vendita online che ci ha permesso di arrivare direttamente ai clienti. Lavoriamo molto bene in Europa e ora il nostro sogno è arrivare al mercato americano, ma prima c’è bisogno di studiare l’area») e l'avvocato Giovanni Vittorio Galeota dell'omonimo Studio Legale Associato («Il mio studio è fatto da tanti collaboratori specializzati per offrire un servizio completo. Il nostro ruolo è anche offrire un servizio di mediazione e risoluzione chiara dei problemi»). Una serata ricca di spunti che ha dimostrato come le Marche, quando decidono di mostrarsi, sappiano farlo con la grazia dei forti e il fascino discreto di chi sa fare grandi cose senza bisogno di urlare.