NON AUTOSUFFICIENZA, DALLA REGIONE MARCHE 5,5 MILIONI PER ASSISTENZA DOMICILIARE E SOSTEGNI ALLE FAMIGLIE
La Regione Marche mette in campo 5,5 milioni di euro per garantire continuità agli interventi a favore delle persone non autosufficienti

Questo sostegno economico permette alle famiglie una stabilità ai servizi territoriali in attesa del completamento della programmazione nazionale.
La Giunta regionale ha approvato lo schema – ora all’esame del Consiglio delle Autonomie Locali – che definisce criteri di riparto e modalità operative del Fondo regionale per la non autosufficienza (FRNA), destinato agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) che gestiscono gli interventi sul territorio.
“Con questo provvedimento garantiamo continuità ai servizi e vicinanza concreta alle persone più fragili e alle loro famiglie – dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali, Paolo Calcinaro –. L’obiettivo è permettere agli Ambiti di programmare subito gli interventi e assicurare risposte veloci ed immediate, soprattutto sul fronte dell’assistenza domiciliare, che rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone non autosufficienti, farle rimanere nel loro contesto familiare e sostenere chi se ne prende cura ogni giorno”.
Le risorse saranno suddivise su due linee principali: 3 milioni di euro per i contributi alle persone con disabilità gravissima e 2,55 milioni per assegni di cura e servizi di assistenza domiciliare rivolti agli anziani non autosufficienti.
Per le persone con disabilità gravissima è previsto un contributo una tantum: l’importo pieno sarà riconosciuto a chi vive stabilmente al proprio domicilio, mentre sono previste riduzioni nei casi di inserimento in percorsi educativi, riabilitativi o in centri diurni. Le risorse saranno trasferite agli Ambiti Territoriali Sociali anche in anticipo, così da consentire l’avvio immediato degli interventi e garantire continuità alle famiglie.
Sul fronte degli anziani non autosufficienti, l’assegno di cura prevede un contributo economico di 200 euro mensili per dodici mesi, destinato alle famiglie che assicurano assistenza a domicilio. L’accesso avverrà tramite avviso pubblico degli Ambiti Territoriali Sociali, con graduatorie sulla base dell’ISEE e della valutazione del bisogno assistenziale.
Accanto al sostegno economico viene rafforzato il Servizio di assistenza domiciliare (SAD), che sarà attivato attraverso la presa in carico sociale e sociosanitaria e la definizione di un Piano assistenziale individualizzato (PAI), con l’obiettivo di mantenere le persone fragili nel proprio ambiente di vita ed evitare ricoveri impropri.
I criteri di riparto tra gli ATS restano in continuità con gli anni precedenti e tengono conto di parametri demografici e territoriali, tra cui il numero di over 65 e over 85, l’indice di vecchiaia, il rapporto tra grandi anziani e popolazione anziana e l’estensione territoriale.
Tra le novità introdotte il vincolo di destinazione delle risorse per gli anziani: il 44% dovrà essere utilizzato per gli assegni di cura e il 56% per il servizio di assistenza domiciliare, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi e consolidare la presa in carico domiciliare delle persone non autosufficienti.
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