No cassa, no soldi. 106 milioni ai porti dell’Adriatico Centrale e neanche un euro al porto di San Benedetto
Il CIPESS ha dato il via libera al rifinanziamento di 106 milioni di euro per sette interventi nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale

Le risorse andranno ad Ancona, Pesaro e Ortona, mentre San Benedetto del Tronto non compare.
Appena il 15 luglio, però, la stessa Autorità portuale aveva annunciato che tra le opere rifinanziate sarebbe rientrata anche la cassa di colmata del porto sambenedettese, per la quale erano stati originariamente stanziati 18 milioni di euro. A distanza di appena tre settimane, quell’intervento e quelle risorse sono scomparsi.
È vero, quei fondi erano destinati alla realizzazione della nuova cassa di colmata, un’opera alla quale ci siamo sempre dichiarati fermamente contrari e per la quale ci auguriamo che non venga speso neppure un euro, nemmeno per continuare a pensarla o progettarla. Ma è proprio questo il punto politico. Possibile che, venuta meno la cassa, per il Governo e per la Regione Marche smetta di esistere anche il porto di San Benedetto?
Il nostro scalo ha bisogno del ripristino dei fondali, della messa in sicurezza dell’imboccatura, del miglioramento delle banchine e di interventi a sostegno della pesca, della cantieristica e della nautica. Invece di salvaguardare le risorse destinate alla città e rimodularle su opere urgenti, utili e concretamente realizzabili, si è scelta la soluzione più semplice. Niente cassa, niente soldi.
Ancona riceve finanziamenti per i fondali, la sicurezza portuale e le grandi navi da crociera, Pesaro ottiene la propria cassa di colmata, Ortona risorse per banchine, moli e ampliamento dello scalo, mentre alla seconda città delle Marche resta esattamente zero.
Questa vicenda dimostra ancora una volta quale sia il peso riservato a San Benedetto dalla destra nazionale, regionale e ascolana, ma certifica soprattutto l’assoluta irrilevanza della destra sambenedettese, che per anni ha raccontato la favola della filiera istituzionale amica, dal Comune alla Regione fino al Governo, salvo poi non riuscire a difendere neppure un euro destinato al porto della propria città.
Non accetteremo che il venir meno della cassa di colmata, un’opera sbagliata che continueremo a contrastare, diventi l’alibi per cancellare San Benedetto dalla programmazione portuale nazionale. Il porto ha necessità enormi e immediate e, se la destra ritiene che senza quella cassa non meriti alcun investimento, abbia almeno il coraggio di dirlo apertamente ai sambenedettesi.
Denis Voltattorni
Co-portavoce comunale di Europa Verde
Giorgio Mancini
Coordinatore provinciale di Sinistra Italiana
Leggi anche
AttualitàIn due aggrediscono e rapinano un imprenditore a Giulianova
Nell'odierno pomeriggio intorno alle ore 03.00, in Giulianova, un imprenditore del settore balneare e del posto mentre rincasava, dopo aver parcheggiato il proprio motociclo nell’area antistante…
AttualitàSTAZIONE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO: AVANZA IL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA E INFRASTRUTTURALE
LEGA MARCHE: «INVESTIMENTO STRATEGICO DA 25 MILIONI PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO GRAZIE AL MINISTRO SALVINI»
San Benedetto del Tronto – L'impegno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini e la costante azione politica della Lega portano un importante risultato per il Piceno…
AttualitàDiscomania torna in Piazza del Popolo. Giovedì 20 agosto, per una notte tutta da ballare
Il centro storico di Offida si prepara a trasformarsi ancora una volta in una grande pista da ballo sotto le stelle.
Giovedì 20 agosto, a partire dalle ore 22:30, in Piazza del Popolo ospiterà la nuova edizione di "Discomania", la maratona musicale organizzata dalla Pro Loco Offida in collaborazione con il format Ri…