NESSUNO TEMA LA PROVINCIA ASCOLI PICENO-SAN BENEDETTO DEL TRONTO

San Benedetto del Tronto - "Vorrei esprimere la mia più grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della mozione emendata dal Sindaco Mozzoni dando il via al percorso politico ed amministrativo che condurrà all’istituzione della nuova provincia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, dopo il precedente dato dalla mozione Falco-Curzi n. 70 del 23.10.2020 approvata anch’essa all’unanimità: si tratta di un percorso che, sin dall’insediamento, la nuova amministrazione aveva intenzione di avviare tra le priorità, ed abbiamo voluto cogliere la palla al balzo.
La mozione originaria appena approvata reca la firma dei consiglieri Alfonsi e Leone, ed è stata sostanzialmente “riempita” di contenuti aderenti al nostro territorio ed alla nostra realtà provinciale, con superamento del criterio automatico e meramente numerico previsto dalla proposta di legge del Senatore Fede, che pure ci offre un apprezzabile supporto, e con riconferma della precedente delibera del 2020, ma con dentro molto di più della comparazione del numero di residenti dei due poli urbani principali.
Vi si sottolinea la valenza negativa della netta divisione, ancora attuale, tra territorio costiero e aree interne, cui solo timidamente si è sinora cercato di porre rimedio.
Si è sottolineato il valore della FUA (Area Urbana Funzionale), come unità territoriale statistica ed economica definita dall’Istat e dall’Unione Europea, quale territorio formato da una città centrale e dai comuni vicini collegati da un forte flusso di pendolarismo per motivi di studio o lavoro, essenziale per una appropriata programmazione dei servizi e per l’accesso a finanziamenti europei o nazionali: la FUA è basata sulle reali relazioni sociali ed economiche (e sulle reali necessità), con superamento dei confini amministrativi dei singoli comuni.
E’ indubbio che il territorio costiero, nonostante la crescita demografica e l’alta densità abitativa, si trovi in deficit di servizi ai cittadini, di investimenti infrastrutturali e di opportunità di finanziamento.
E’ altrettanto evidente che la attuale situazione di divisione dei territori non giova alle aree interne, così preziose e fragili, che si trovano a poter mettere sul mercato le loro materie prime e le meravigliose risorse naturalistiche, storiche, artigianali ed agroalimentari, in modo molto frammentario, mentre più larghe fette di mercato e una migliore crescita possono senza dubbio conseguire ad una reale unione del territorio provinciale, come unicum comprensivo di ogni desiderabile esperienza e conoscenza da offrire ai nostri visitatori, non solo in estate ma in ogni periodo dell’anno.
Quindi è obbligatorio buttare alle nostre spalle ogni controproducente ragionamento campanilistico, e riequilibrare il peso amministrativo tra i due centri urbani principali, armonizzando il territorio in termini di distribuzione dei servizi ai cittadini e ponendo un rimedio al disallineamento tra funzioni territoriali esercitate e riconoscimento amministrativo, con conseguente accesso alle opportunità di finanziamento ed investimento riservate ai capoluoghi.
Con tale azione si vuole riconoscere la situazione conclamata di un territorio costiero che fa fatica a fare fronte sia all’evoluzione dell’economia turistica, traino per tutta la provincia, sia ai bisogni dei cittadini dell’area urbana, in quanto sottofinanziato ed arretrato sul piano delle infrastrutture.
Il progetto della provincia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, lungi dal voler privare il capoluogo dei suoi servizi e del suo valore storicamente incontestabile, vuole portare maggiori risorse ed investimenti a tutto il territorio, per poterci evolvere tutti e valorizzare al meglio ogni nostra eccellenza, intercettando altresì una più vasta platea di imprenditori, investitori e turisti, che dopo aver goduto delle nostre soffici spiagge adriatiche o della bellezza del nostro lungomare, in mezz’ora ad esempio possono arrivare alle terme ad Acquasanta, o gustare le olive ascolane nella incantevole piazza del Popolo.
Infatti è ormai evidente che la divisione tra i territori, oltre che nociva per ogni cittadino piceno, è ormai disancorata da ogni logica economica e demografica, retrograda e deleterea per lo sviluppo dell’intero territorio provinciale, avendo oltretutto nel corso degli anni aggravato l’arretratezza del nostro territorio rispetto al Nord della Regione.
In definitiva, nessuno deve temere la provincia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, poiché essa, lungi dal dividerci, rafforzerà l’unione del territorio e renderà partecipe ogni suo centro, grande e piccolo, di un unico progetto di rilancio e ricrescita ove ciascuno potrà dare il proprio contributo e riceverne beneficio, in un virtuoso circolo di integrazione reciproca e di sinergia strategica.
Rimosso ogni pregiudizio derivante da supremazie superate, questa terra picena potrebbe coerentemente rinascere su basi politiche, produttive, industriali, turistiche e culturali nuove, moderne e concordate, al fine di attuare lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione dell’intero territorio gravitante intorno ai due centri urbani principali, secondo una dialettica finalmente unitaria e sicuramente più efficace.
I tempi sono maturi per questa storica evoluzione e confido nella capacità e nella convinzione dell’amministrazione Mozzoni di portare avanti il percorso e di arrivare ad un risultato ormai necessario."
Consigliera Rosaria Falco
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