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Mercoledì 15 luglio presso la Palazzina Azzurra verrà conferito alla NERI POZZA il riconoscimento di Casa Editrice dell’anno 2026 anche in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla sua fondazione

Amministratore13 luglio 2026 alle 12:38

San Benedetto del Tronto - La Casa editrice nasce a Vicenza nel 1946 per volontà dello scrittore Neri Pozza, partigiano, artista, incisore, amico di intellettuali animati dal desiderio di dare voce a chi aveva qualcosa di importante da dire, in un’epoca in cui la ribellione era l’unico modo per farsi ascoltare. Il primo titolo pubblicato nel 1946 è stato Paludi di André Gide, autore che riceverà il Premio Nobel per la letteratura l’anno seguente. Con Neri Pozza hanno esordito scrittori, sono nate opere, collane e sfide capaci di evolversi nel tempo. Ottant’anni di autori e autrici che hanno scelto di affidare alla Neri Pozza il loro mondo. E di lettori che, aprendo un libro, hanno scelto di farne parte.

Sarà presente Sabine Schultz, storica editor della Narrativa straniera a cui si deve la riconosciuta affermazione della casa editrice in questo campo e oggi Vice Direttrice. Sarà accompagnata per l’occasione dalla scrittrice Açelya Yönaç che presenterà il suo romanzo La casa turca.

L’AUTRICE

Açelya Yönaç è nata in Turchia nel 1978 ed è cresciuta, nomade, fra Istanbul, Milano e New York, dove ha studiato scrittura creativa. Performer e copywriter, ha pubblicato racconti nella rivista letteraria turca Kitap-lık e, in lingua italiana, fra le altre, nella rivista online La Balena Bianca. La casa turca è il suo romanzo d’esordio.

IL LIBRO

Sono venticinque anni che Asena Bulut non torna ad Istanbul. In mano ha due passaporti, le sue due vite, il passato nella casa del melocotogno e il presente da affermata scrittrice occidentale. Sul cuore ha il peso di un’assenza, quella di suo fratello, giornalista attivista di cui nessuno ha più notizie. È un maggio anomalo, sotto una coltre di neve, Asena si scopre straniera nella città dove ha aperto per la prima volta gli occhi. Non può confessare a nessuno che il vero motivo del suo viaggio non è ritirare quel premio letterario, giunto come una sorpresa e diventato poi pretesto. Ad attenderla per un’intervista c’è Azra, una giornalista col capo coperto, stessa età, stessa lingua, eppure a un mondo di distanza da lei. E poi ci sono le strade di Istanbul in cui perdersi per cercare un’identità che le scivola tra le dita, per ricucire lo strappo delle due vite e affrontare a viso aperto i suoi fantasmi.