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MARE ALTRO, un’inaugurazione straordinaria: la Palazzina Azzurra celebra Mario Lupo tra arte, danza ed emozioni

Amministratore25 ottobre 2026 alle 13:26

San Benedetto del Tronto - Un pomeriggio di arte, emozioni e memoria collettiva, capace di trasformare la Palazzina Azzurra in un luogo di incontro tra generazioni, linguaggi artistici e storie condivise. È stata un’inaugurazione straordinaria quella di MARE ALTRO, terzo e conclusivo capitolo della trilogia espositiva del progetto LUPO100 – Centenario Mario Lupo 1926–2026, promosso e organizzato da ENDECA | Agitatore Culturale ETS.

Ieri pomeriggio, nonostante le condizioni meteorologiche incerte e le temperature autunnali, una folla numerosa ha accolto l’invito a riscoprire Mario Lupo, affollando il giardino della Palazzina Azzurra e, successivamente, le sale espositive. Un’affluenza che ha confermato quanto l’artista sia ancora profondamente presente nella memoria e nell’identità culturale di San Benedetto del Tronto.

Dopo MARE PRIMO a Giulianova, città natale del maestro, e MARE TUTTO ad Ancona, luogo fondamentale della sua formazione, il viaggio del centenario è giunto al suo ultimo approdo, nella città in cui Lupo visse e raggiunse la propria maturità artistica.

Ad aprire l’inaugurazione, nel giardino della Palazzina Azzurra, è stato lo spettacolo “METAMORFOSI DI LINFA – Omaggio a Mario Lupo”, con coreografia di Fabrizia Limone, interpretato dagli allievi della Scuola DanzaSIA, diretta da Maria Pia Francucci.

La performance, ispirata al balletto Gli olivastri di Torre Mileto, è andata in scena davanti alla monumentale scenografia dipinta da Mario Lupo quarant’anni fa proprio per quello spettacolo realizzato insieme a Caterina Ricci. Un’opera di straordinaria suggestione, custodita per decenni da Attilio Angelini e rimontata per l’occasione, che ha restituito al pubblico un frammento prezioso della storia artistica del maestro.

A rendere ancora più emozionante l’esibizione è stato un elemento inatteso: il vento. Le raffiche, muovendo leggermente la grande tela scenografica e facendo frusciare le palme e la vegetazione del giardino, hanno creato un dialogo spontaneo tra la danza, la pittura e la natura.

Un momento particolarmente apprezzato anche dallo storico dell’arte Claudio Strinati, che nel suo successivo intervento ha raccontato di aver visto nella tela mossa dal vento qualcosa di simile alla vela di un’imbarcazione che prende aria, osservando come, durante la performance, la scenografia sembrasse muoversi insieme ai danzatori. Una coincidenza che ha interpretato come una lettura particolarmente profonda dell’universo artistico di Mario Lupo.

A fare gli onori di casa è stata Rosalba Rossi, presidente di Endeca | Agitatore Culturale ETS e curatrice del progetto LUPO100, che ha accolto il pubblico e introdotto gli interventi delle personalità presenti.

Sul palco si sono succeduti il sindaco di San Benedetto del Tronto Nicola Mozzoni, padre Giancarlo Corsini, vicario generale della Diocesi del Piceno, Maristella Lupo, figlia dell’artista, e Claudio Strinati, insieme agli storici dell’arte Nunzio Giustozzi e Marino Capretti, che con la stessa Rosalba Rossi hanno curato le tre esposizioni del centenario.

Il sindaco Nicola Mozzoni ha sottolineato il valore dell’iniziativa per la città, esprimendo apprezzamento per il lavoro degli organizzatori e per la straordinaria partecipazione del pubblico.

«Nonostante i molti impegni accavallati, volevo esserci perché oggi è una giornata molto importante. L’inaugurazione di una mostra che per noi veramente dà valore alla città», ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo: «Oggi tantissima gente, nonostante anche il freddo. Questo dimostra ulteriormente come la nostra città può affacciarsi a un mondo dell’arte che già è presente, ma che deve essere sempre più valorizzato».

Mozzoni ha rivolto un particolare ringraziamento agli organizzatori e al professor Strinati, la cui presenza, ha osservato, «onora la nostra città», anticipando anche possibili novità durante il periodo espositivo, in particolare in prossimità delle festività natalizie.

Tra i presenti anche l’assessore alla Cultura Cinzia Campanelli, i consiglieri comunali Rosaria Falco e Giuseppe Formentini, rappresentanti della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza, oltre a numerose personalità del mondo culturale e artistico, tra cui gli artisti Maurizio Romani e Rodrigo Blanco e Sirio Maria Pomante, direttore del Polo Museale Civico di Giulianova. Presente, ovviamente, anche una nutrita delegazione del Circolo dei Sambenedettesi, con in testa il presidente Gino Troli.

Non sono mancati i registi Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia, autori del docufilm Mario Lupo – La mia vita per l’arte, uno degli elementi portanti dell’intero progetto del centenario.

Particolarmente intenso l’intervento di padre Giancarlo Corsini, che ha proposto una lettura teologica e artistica di alcune opere religiose di Mario Lupo, soffermandosi sui temi della sofferenza, della compassione e della resurrezione.

Commentando una delle rappresentazioni del Cristo, Corsini ha evocato «il Cristo che sta sulle spine, come a prendere su di sé tutto il dolore del mondo, tutte le spine di una umanità ferita», richiamando anche le sofferenze provocate dalle guerre contemporanee.

Al centro della sua riflessione, un pensiero destinato a trovare una significativa consonanza con il successivo intervento di Claudio Strinati: «Non è il sacrificio che salva, ma è l’amore che salva».

Particolarmente suggestiva anche la lettura del simbolismo dei gabbiani, così profondamente radicato nell’immaginario di Lupo. «Sotto il crocifisso c’è un volo di uccelli, un volo di gabbiani che si alza, ed è il Risorto, il Vivente, la vita che trionfa», ha osservato Corsini, restituendo una chiave di interpretazione capace di unire la dimensione spirituale dell’artista al suo rapporto con il mare e con il volo.

Tra i momenti più emozionanti della cerimonia, l’intervento di Maristella Lupo, che ha ricordato il rapporto profondo tra il padre e San Benedetto del Tronto.

«San Benedetto del Tronto è stato il felice approdo di mio padre, dove lui, arrivando da Ancona, ha trovato un’accoglienza che forse non si aspettava. Mio padre, con le sue opere, è arrivato al cuore dei sambenedettesi. I sambenedettesi si sono riconosciuti nell’opera di mio padre e mio padre si è ritrovato nella cultura sambenedettese, nella cultura marinara di San Benedetto».

Maristella ha poi spiegato il significato più autentico di MARE ALTRO, una mostra concepita per sorprendere il pubblico e rivelare aspetti meno conosciuti della produzione paterna.

«Voi conoscete Mario Lupo, le sue donne in attesa, i suoi gabbiani, i suoi paesaggi, le sue marine. Io questa sera vi farò vedere altro, perché secondo me un artista va conosciuto in tutte le sue sfaccettature».

E ancora, con evidente emozione: «Questa sera voi qui dentro troverete la vera anima di mio padre».

La figlia dell’artista ha ricordato anche il legame tra la pittura di Lupo e la tragedia del motopeschereccio Rodi del 1970, annunciando l’intenzione di promuovere, insieme a Endeca Agitatore Culturale e al Circolo dei Sambenedettesi, un ulteriore evento dedicato alle donne della marineria sambenedettese, figure che considera tra le principali muse ispiratrici del padre.

Un annuncio che lascia intravedere nuovi sviluppi culturali anche oltre il percorso delle tre mostre del centenario.

Grande attesa e attenzione hanno accompagnato l’intervento di Claudio Strinati, tra i più autorevoli storici dell’arte italiani, ospite d’eccezione dell’inaugurazione e autore di un importante contributo critico nel catalogo LUPO100.

La sua riflessione ha offerto al pubblico una lettura originale e profondamente umana della figura di Mario Lupo, andando oltre la dimensione strettamente pittorica per indagare le radici della sua vocazione artistica.

Partendo dalla suggestione della scenografia mossa dal vento durante il balletto, Strinati ha ricondotto la propria interpretazione a un elemento centrale della personalità dell’artista: l’amore per la vita.

«Tutta la vita di Mario Lupo, tutta, quella non artistica e quella artistica, da quello che almeno ho capito, è improntata a questo: l’amore».

Una chiave interpretativa che ha trovato un significativo punto di incontro con la riflessione di padre Corsini, nella convinzione che il valore più profondo dell’esistenza non risieda nel sacrificio, ma nell’amore.

Strinati ha ripercorso alcuni episodi dell’infanzia e della giovinezza dell’artista, richiamando le difficoltà, i lavori più umili e le esperienze dolorose che ne segnarono la formazione, ma anche la straordinaria capacità di affrontare la vita con uno sguardo positivo.

Una vicenda umana nella quale la pittura emerge come una necessità interiore, una vocazione irrinunciabile, capace di trasformare le esperienze della vita in espressione artistica.

«In un certo senso quest’uomo è un emblema di questo pensiero. Come se il destino gli avesse progettato la vita affinché facesse quello che ha fatto», ha osservato Strinati.

Un intervento che ha restituito al pubblico un Mario Lupo profondamente umano, capace di trasformare le difficoltà dell’esistenza in una continua affermazione della vita, della bellezza e dell’amore.

La mostra, curata da Nunzio Giustozzi, Marino Capretti e Rosalba Rossi, presenta un percorso che si allontana volutamente dall’immagine più conosciuta dell’artista, quella delle marine, dei gabbiani e delle donne in attesa, per esplorarne la dimensione più sperimentale, intima e spirituale.

«È un Lupo che non ti aspetti. Per esempio, un Lupo dal profondo sentire religioso», ha spiegato Nunzio Giustozzi, richiamando il rapporto tra l’artista e la poesia di padre David Maria Turoldo, la rappresentazione della sofferenza e della carità, e l’identificazione del Cristo con gli ultimi, che nell’universo di Lupo assumono spesso il volto dei marinai che non fanno ritorno.

Giustozzi ha sottolineato anche l’eccezionalità dei prestiti ottenuti da collezionisti privati, grazie ai quali è stato possibile riportare alla fruizione pubblica opere raramente esposte, tra cui una monumentale composizione con un volo di gabbiani larga circa 3,80 metri.

Marino Capretti ha invece evidenziato la dimensione sperimentale della produzione di Lupo: «È un Mario Lupo che ci parla di una dimensione nuova, altra».

Una ricerca che attraversa materiali differenti, dai metalli al vetro, e che si sviluppa intorno al rapporto tra materia, luce e colore, fino ad affrontare i temi dello spirituale, del sacro e della fragilità umana.

Uno dei protagonisti dell’inaugurazione è stato anche il catalogo LUPO100, presentato al pubblico come un vero e proprio libro d’arte, destinato a custodire nel tempo la memoria del centenario.

A illustrarne il progetto editoriale è stato Franco Mercuri, cofondatore di Endeca Agitatore Culturale e responsabile del progetto grafico del centenario e del volume.

«Con il progetto LUPO100 abbiamo voluto realizzare non semplicemente un catalogo di mostra, ma un vero e proprio libro d’arte, capace di ripercorrere la vicenda umana e artistica di Mario Lupo e, al tempo stesso, di raccontare il percorso delle celebrazioni del centenario della sua nascita».

Il volume, di 340 pagine, raccoglie un ampio apparato iconografico delle opere esposte nelle tre mostre, riprodotte grazie al lavoro fotografico di Emanuele Santori, insieme a immagini provenienti dall’archivio storico della famiglia Lupo.

Accanto ai saggi dei curatori Nunzio Giustozzi, Marino Capretti e Rosalba Rossi, trova spazio un autorevole contributo di Claudio Strinati, oltre a una ricostruzione biografica, un’antologia critica, una sezione bibliografica ed espositiva e un approfondimento dedicato al docufilm Mario Lupo – La mia vita per l’arte.

Franco Mercuri ha, inoltre, sottolineato soprattutto il valore del documentario come strumento per trasmettere alle nuove generazioni il messaggio umano dell’artista: credere nelle proprie capacità, non arrendersi alle difficoltà e continuare a inseguire i propri sogni.

Nel corso dei questi pochi mesi dall’anteprima nazionale dello scorso 11 Luglio, il docufilm è stato selezionato al Vesuvio International Movie Awards 2026, al Trapani Film Festival, al CineOFF International Independent Film Festival e all’Asti International Film Festival.

Quattro riconoscimenti che testimoniano la capacità della storia di Mario Lupo di superare i confini del territorio e raggiungere pubblici differenti attraverso il linguaggio universale del cinema.

Il successo del catalogo è stato immediatamente evidente anche al termine della cerimonia: il bookshop allestito dalla Libreria Nave Cervo di San Benedetto del Tronto è stato preso d’assalto, con numerosi visitatori in fila per acquistare il volume del centenario.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti di numerose realtà imprenditoriali che hanno sostenuto LUPO100, contribuendo concretamente alla realizzazione di un progetto culturale articolato e ambizioso.

Tra i presenti Romano Speca, vicedirettore della Banca del Piceno Credito Cooperativo, Giovanni Cimini, fondatore di Rete Verde Italia, Oreste Aquilone, amministratore delegato di ProMarche Scapa, e Antonio Cera del Forno Sammarco.

Proprio il Forno Sammarco ha contribuito a rendere ancora più piacevole il momento conviviale conclusivo, offrendo agli ospiti una degustazione delle proprie specialità, espressione dell’eccellenza gastronomica del Gargano, altro territorio caro a Mario Lupo per via di Torre Mileto e dei suoi olivastri.

A tutti gli sponsor e sostenitori Endeca Agitarore Culturale ha rivolto un sentito ringraziamento, riconoscendo nel loro contributo non soltanto un sostegno economico, ma una concreta testimonianza di fiducia nel valore della cultura e nella capacità dell’arte di generare occasioni di incontro, conoscenza e crescita collettiva.

La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, alla presenza di Nunzio Giustozzi, dell’assessore alla Cultura Cinzia Campanelli, di Claudio Strinati, Franco Mercuri, Francesca Amadio, Rosalba Rossi, Marino Capretti e Maristella Lupo.

Subito dopo, il pubblico ha potuto finalmente attraversare le sale della Palazzina Azzurra, scoprendo un allestimento capace di sorprendere anche chi conosce da tempo l’opera di Mario Lupo.

Sale gremite, visitatori entusiasti, grande attenzione per le opere meno conosciute e una partecipazione che si è protratta ben oltre la cerimonia ufficiale hanno suggellato il successo di una giornata destinata a rimanere tra i momenti più significativi delle celebrazioni del centenario.

Il progetto LUPO100, nato da un’idea di Maristella Lupo e sviluppato grazie al lavoro collettivo di Endeca Agitatore Culturale, dei curatori e di numerosi professionisti e sostenitori, conferma così la propria vocazione: non limitarsi a celebrare il passato, ma restituire Mario Lupo al presente, attraverso nuove letture, nuovi linguaggi e nuove occasioni di incontro con il pubblico.

Un significato ancora più profondo nell’anno in cui ricorre anche il quarantesimo anniversario del Monumento al Gabbiano Jonathan Livingston, realizzato da Lupo nel 1986 e divenuto uno dei simboli più riconoscibili di San Benedetto del Tronto.

MARE ALTRO, realizzata con il patrocinio della Regione Marche e della Città di San Benedetto del Tronto, resterà aperta alla Palazzina Azzurra fino al 31 gennaio 2027.

Il viaggio del centenario è giunto al suo ultimo approdo espositivo. Ma la straordinaria partecipazione di pubblico e le emozioni dell’inaugurazione raccontano qualcosa di più: la storia di Mario Lupo continua a vivere, a sorprendere e a parlare alle nuove generazioni.