Lavoro nero e sicurezza: controlli dei Carabinieri del NIL nelle strutture turistiche del Teramano, dal mare alla montagna

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Teramo hanno effettuato una mirata attività di vigilanza nel settore turistico-ricettivo, finalizzata al contrasto del lavoro irregolare e alla verifica del rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
I controlli, estesi dalla costa alle aree montane della provincia, hanno interessato strutture ricettive, alberghi e rifugi situati nei comuni di Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Tortoreto, Pietracamela e Crognaleto.
Nel corso dell’attività ispettiva sono state controllate sette strutture e verificata la posizione lavorativa di 29 dipendenti, di cui 7 cittadini extracomunitari.
Le irregolarità più rilevanti sono state accertate nei comuni di Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi e Crognaleto. Nei primi due comuni sono stati individuati complessivamente sei lavoratori impiegati in nero, con conseguente adozione di due provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. A Crognaleto è stato invece adottato un ulteriore provvedimento di sospensione per gravi violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ad Alba Adriatica sono stati accertati due lavoratori impiegati in nero, con conseguente adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il datore di lavoro è stato deferito all’Autorità giudiziaria per le violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso dell’ispezione sono state inoltre impartite cinque prescrizioni penali, con le relative ammende, riguardanti la mancata effettuazione delle visite mediche, l’omessa nomina del preposto, la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza della cassetta di primo soccorso e irregolarità dell’impianto di videosorveglianza.
A Roseto degli Abruzzi sono stati individuati quattro lavoratori impiegati in nero, con conseguente adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il datore di lavoro è stato deferito all’Autorità giudiziaria per le violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono state inoltre impartite sei prescrizioni penali, con le relative ammende, riguardanti la mancata effettuazione delle visite mediche preventive, l’omesso aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la mancata formazione dei lavoratori, l’inefficienza della cassetta di primo soccorso, la carente manutenzione dell’impianto elettrico e l’insufficiente cartellonistica di sicurezza.
A Crognaleto è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, consistenti nella mancata elaborazione del piano di emergenza ed evacuazione. Il datore di lavoro è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Nel corso dell’ispezione sono state inoltre impartite tre prescrizioni penali, con le relative ammende, riguardanti la presenza di estintori non revisionati, carenze della cartellonistica di sicurezza e l’omessa elaborazione del piano di emergenza ed evacuazione.
A Silvi è stata accertata l’installazione di un impianto di videosorveglianza in assenza delle previste autorizzazioni. Il datore di lavoro è stato deferito all’Autorità giudiziaria e sono state impartite prescrizioni penali con le relative ammende per la regolarizzazione dell’impianto.
A Tortoreto il datore di lavoro è stato deferito all’Autorità giudiziaria per le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso dell’ispezione sono state inoltre impartite tre prescrizioni penali, con le relative ammende, riguardanti irregolarità dell’impianto di videosorveglianza, degli estintori e della cartellonistica di sicurezza.
A Pietracamela sono state adottate due diffide amministrative per la mancata revisione della certificazione dell’impianto elettrico.
Nel complesso, l’attività ispettiva ha determinato:
-il deferimento all’Autorità giudiziaria di cinque datori di lavoro per violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
-l’emissione di 18 prescrizioni;
-l’adozione di tre provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale;
-l’irrogazione di due diffide amministrative.
Le sanzioni complessivamente contestate superano i 60.000 euro e comprendono le ammende conseguenti alle violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, gli importi relativi ai provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale e le sanzioni amministrative derivanti dall’impiego di lavoratori in nero e dalle ulteriori irregolarità accertate.
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