La pugile prof Pamela Noutcho Sawa ha incontrato i ragazzi delle scuole superiori

Presso la palestra del liceo “Cambi” di Falconara la campionessa mondiale Ibo del novembre 2025, già titolo europeo ed italiano dei pesi leggeri, per un incontro previsto dal progetto federale “Boxando si impara”
Mercoledì 11 febbraio si è svolto, presso la palestra del liceo “Cambi” di Falconara, l’incontro con la pugile professionista Pamela Noutcho Sawa, campionessa mondiale Ibo a novembre 2025, già campionessa europea e italiana dei pesi leggeri. L’incontro si inserisce all’interno del progetto federale “Boxando si impara” al quale le classi 3D e 3E del suddetto liceo sportivo hanno aderito grazie alle professoresse di educazione fisica Paola Tedde e Martina Giacchetta. La Fpi, attraverso i responsabili dei progetti scolastici Ivan Traini prima e Francesca Pignati poi, ha messo a disposizione il tecnico federale Stefano Caporelli, della Pugilistica Dorica di Ancona, per 10 ore di lezioni pratiche di pugilato durante le lezioni curricolari, a conclusione delle quali è stato previsto l’incontro con la campionessa Noutcho Sawa, che ha parlato con i ragazzi delle due terze della sua esperienza personale toccando temi importantissimi come l’auto disciplina, l’impegno, il rapporto con il proprio corpo, l’equilibrio mentale, il ruolo della donna negli sport considerati erroneamente maschili. Il titolo mondiale conosciuta come la campionessa Pamela, della Pugilistica Popolare Bolognina Boxe del maestro Alessandro Danè, ha dimostrato doti comunicative ed empatiche fuori dal comune che hanno catturato l’attenzione di tutti i ragazzi delle due terze superiori che l’hanno riempita di domande a cui lei rispondeva con incredibile umiltà e semplicità, arrivando nel profondo dei loro animi adolescenziali. Il suo discorso è iniziato parlando dell’importanza del controllo della mente sul ring come nella vita, “la mente è il 90% di tutto” ha detto, spiegando ai ragazzi che l’ansia disfunzionale, paralizzante si può tenere a bada solo con l’impegno massimo nell’allenamento, nello studio e in ogni cosa perché senza l’impegno non si può né vincere i match né vivere. Ma i cuori dei sedicenni seduti di fronte a lei ad ascoltarla, soprattutto delle ragazze, sono stati catturati quando ha parlato loro di quando da piccola la prendevano in giro chiamandola Tyson, perché naturalmente dotata di un fisico muscoloso e lei si vergognava del suo corpo, delle sue spalle grandi e si copriva, sognando invece un fisico più sottile da modella e di come invece ora abbia imparato ad accettare il suo corpo, anzi ad andarne fiera ed ora per lei è motivo di orgoglio sfoggiare il suo fisico nerboruto, atletico e vigoroso perché il suo corpo ora è il mezzo attraverso il quale riesce ed esprimersi sul ring, il corpo dunque come mezzo e non più come fine, concetto più che mai attuale. Poi si è rivolta alle ragazze, raccontando loro, senza troppa polemica di genere ma con lucida sincerità, come è dura ancora per una donna farsi rispettare in contesti culturalmente maschili come quelli del pugilato, come all’inizio della sua carriera due donne che combattevano sul ring fossero viste come due lottatrici nel fango più che due pugili e come certi commenti maschilisti dei cronisti tipo: “è brava perché combatte come un uomo” o “vince perché ha un fisico mascolino”, l’avessero offesa più che lusingata, ha spiegato che non esistono sport maschili o sport femminili, c’è una tecnica per ogni tipo di sport e la tecnica può essere appresa da un uomo come da una donna nella stessa maniera. Ha chiuso il discorso esortando i ragazzi, e soprattutto le ragazze, a rimanere affamati: “Abbiate fame di raggiungere i vostri obiettivi, perché con impegno ed organizzazione potete fare tutto, come io riesco ad allenarmi, svolgere con passione il mio mestiere di infermiera ed avere una vita sociale , voi potete fare lo stesso, praticare con impegno uno sport, studiare con la stessa dedizione e frequentare gli amici”. I ragazzi, visibilmente toccati dal discorso della campionessa Sawa, le hanno chiesto foto e autografi e forse qualcuno ha già avuto la consapevolezza, che sicuramente arriverà a tutti più in là, di aver avuto un’esperienza formativa, umana di eccezionale valore.
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