Attualità

Interrogazione: funzionamento delle cure domiciliari. Figure professionali impiegate e tempi di erogazione e apertura Casa della Comunità

Amministratore21 settembre 2026 alle 12:44

San Benedetto del Tronto - Premesso che 

- all’interno della programmazione sanitaria nazionale, viene individuata la casa come primo luogo di cura quale setting privilegiato dell’assistenza territoriale (Decreto 77/2022 su “Modelli e standard dell’assistenza territoriale”); 

- le cure domiciliari rientrano tra le prestazioni di livello essenziale che il servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire (DPCM 12 gennaio 2017, art. 22 e 23) e si articolano per diversi livelli di intensità assistenziale (base, I, II, III livello); quelle palliative: livello base e specialistico;  

- la Regione Marche, da ultimo, con la DGR 791/2014 ha approvato le Linee guida sulle cure domiciliari che sono erogate, a seconda del livello assistenziale, da 5 a 7 giorni settimanali e prevedono la presenza del MMG, medici specialisti, infermieri, professionisti della riabilitazione, psicologi, operatori sociosanitari;  

considerato che  

- in tutto il territorio regionale emerge la difficoltà delle persone malate e non autosufficienti a vedersi garantiti interventi sanitari e sociosanitari di cui hanno necessità e diritto;  

- la loro carenza o mancanza pregiudica o impedisce la permanenza a domicilio con effetti sulla salute e qualità di vita delle persone e delle famiglie;  

- emerge una notevole differenza tra i servizi di cure domiciliari che operano nei vari distretti sanitari marchigiani, in parte dovuta all’ andamento storico caratteristico di ogni territorio e alla diversa disponibilità di risorse;  

1- le differenze riguardano prevalentemente i seguenti aspetti:  

2- il numero di addetti  

3- le figure professionali coinvolte  

4- le modalità organizzative e di collaborazioni con altri settori sanitari (spesso il personale delle cure domiciliari lavora anche in altri servizi) il ricorso all’esternalizzazione (volontariato, cooperative, appalti…).  

visto che 

- l’apertura della Casa di Comunità del nostro distretto sanitario è ad oggi rinviata sine die e che soprattutto una Casa della Comunità è aperta quando la comunità vi trova ciò che le è stato promesso perchéUna targa non visita un paziente. Un edificio non formula una diagnosi. Una stanza attrezzata non costruisce un percorso di cura”; 

- i sindacati da tempo hanno evidenziato come la carenza di personali rischi di compromettere l’effettiva operatività della casa di Comunità perché realizzare strutture e acquistare tecnologie non significa aver risolto il problema delle risorse umane necessarie e farle funzionare, a meno che non si pensi di impoverire ulteriormente il personale ospedaliero; 

- la Conferenza dei Sindaci della AST 5 non viene convocata da molto tempo e precisamente dal mese di Febbraio 2026 che ha sancito l’approvazione unanime del bilancio di previsione 2026; si ricorda che la Conferenza rappresenta l’organo istituzionale con cui i Comuni esprimono i bisogni di salute e i servizi alla persona del territorio, esercitando funzioni di indirizzo, controllo e partecipazione alla programmazione; 

i sottoscritti consiglieri comunali Aurora Bottiglieri e Iacopo Zappasodi 

INTERROGANO  

il Sindaco e l'Assessore ai Servizi Sociali per conoscere:  

la dotazione organica e le figure professionali, per il nostro Distretto sanitario, che operano all’interno dei servizi di cure domiciliari, comprese le cure palliative;  

i tempi di erogazione: su quanti giorni e con quale articolazione oraria. 

i tempi di apertura e di attivazione della Casa e dell’ospedale di comunità in grado di garantire gli standard previsti. 

I consiglieri PD 

Aurora Bottiglieri  
iacopo Zappasodi