Il vescovo Palmieri scuote il Piceno, 'senza educazione rischio disgregazione sociale'

In occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo delle diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto-Ripatransone-Montalto, è stato ospite ieri della redazione del Corriere Adriatico per un confronto aperto sui temi più sensibili del territorio, dal disagio giovanile all'accoglienza, fino al ruolo degli adulti nella società.
Partendo dalle polemiche legate alla zona Caritas del Ponterotto a San Benedetto del Tronto, Palmieri ha chiarito che "la Caritas non è il problema ma un anello della catena di soluzione. La strada è dura, porta a marginalità, alcol e droga. Se una persona ha una casa, gran parte dei problemi si risolve". Il vescovo ha sottolineato come le difficoltà non possano essere scaricate su un solo centro: "A San Benedetto i centri Caritas sono tre e solo uno viene indicato come problematico. Sugli altri due nessuno dice nulla". Ampio spazio anche al tema dell'immigrazione e dell'accoglienza diffusa. "Ad Ascoli la comunità cristiana, con la prefettura, ha dato un letto a chi ne aveva bisogno senza clamore. Quando sono venuti meno i fondi per i rifugiati ucraini, la Caritas è intervenuta con l'8 per mille", ha ricordato Palmieri. Il cuore dell'incontro è stato però il disagio giovanile. Citando una ricerca dell'Istituto Tognolo e dell'Università Cattolica di Milano, il vescovo ha spiegato che "i ragazzi lamentano una profonda mancanza di ascolto da parte degli adulti. Colpisce che rispondano ai questionari ringraziando, solo perché qualcuno li ascolta". Parlando di violenze e scritte sessiste apparse nei mesi scorsi ad Ascoli, Palmieri ha parlato senza mezzi termini di "emergenza educativa". "Se la tensione educativa degli adulti cala, il rischio è una disgregazione sociale forte", ha ammonito, lanciando infine un appello a "costruire vere alleanze educative tra famiglie, istituzioni, associazioni e Chiesa, perché il disagio giovanile si affronta solo insieme". Ricordando il raid vandalico alla chiesa di Sant'Angelo magno ad Ascoli, mons. Palmieri ha lamentato che, nonostante la rinuncia al risarcimento, alla richiesta di incontrare i genitori dei "ragazzi responsabili a noi ancora sconosciuti, nessuno si è fatto avanti". Infine un accenno all'Intelligenza artificiale: "opportunità straordinaria da affrontare con le lenti dell'etica".
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