Il professor Francesco Cianciarelli presidente della giuria del Festival della Canzone Ascolana

Il professor Francesco Cianciarelli ha aggiunto un’altra perla alla sua lunghissima “carriera” nelle giurie artistiche.
In questo caso non si parlava di concorsi di bellezza (Cianciarelli detiene il record mondiale di presenze nelle giurie dei concorsi femminili), ma del Festival della Canzone Ascolana, che ha visto il docente abruzzese come presidente della giuria che ha eletto al Teatro Ventidio Basso Luigi Coccia come vincitore. Al secondo posto si sono piazzati I ragazzi della cantina e al terzo Roberto Cruciani, mentre il premio per il miglior testo, dedicato alla memoria del collega Bruno Ferretti, è andato a Carlo Spurio. Dieci le canzoni finaliste in gara, che hanno appassionato il pubblico ascolano. «Ho voluto fare un discorso – ha detto il professor Cianciarelli – che è stato molto apprezzato, almeno a sentire gli applausi riscossi, visto che ho detto quanto il dialetto stia scomparendo a causa della globalizzazione. Viene quasi considerato una “caricatura” della lingua italiana, una cosa ormai desueta, quando invece è vero proprio il contrario. Una frase, un atteggiamento, un’espressione spesso hanno maggiore incisività se espresse in dialetto ed è quello che ho voluto rimarcare, visto che la manifestazione vuole salvaguardare il rispetto del dialetto e delle tradizioni locali».
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