Il direttore Balloni al convegno di Banca del Piceno: energia, cambiamento climatico e ricambio generazionale tra le sfide delle imprese

Nella mattinata di sabato 10 ottobre, nell’ambito del convegno “Banca del Piceno e imprese: relazione, servizi e prospettive”, il direttore CNA Ascoli Piceno Francesco Balloni ha preso parte alla tavola rotonda dedicata al rapporto tra istituto di credito e imprese e alle prospettive di gestione dei rischi futuri.
Al fianco dei rappresentanti delle associazioni di categoria del territorio, il direttore Balloni ha messo in evidenza le peculiarità e le recenti dinamiche di un tessuto imprenditoriale fortemente legato alla piccola impresa. Nel Piceno, infatti, il 99,2% delle imprese ha meno di 50 addetti, una dimensione che costituisce una risorsa fondamentale per l'economia locale, ma che rende particolarmente esposte le aziende agli shock esterni e alle oscillazioni dei costi.
Balloni ha richiamato innanzitutto gli effetti dell'instabilità geopolitica: tra il 2025 e il 2026, secondo le stime riportate nell'intervento, l'aumento dei costi di carburanti, energia e gas ha comportato per le imprese italiane un aggravio complessivo di 16,5 miliardi di euro. Per un piccolo panificio di 50 metri quadrati, ad esempio, i maggiori costi energetici possono arrivare a 8.000 euro annui, mentre per le aziende con capannoni e consumi più elevati l'incremento può oscillare tra 15.000 e 65.000 euro.
Tale pressione rischia inevitabilmente di sottrarre risorse agli investimenti, all'innovazione e alle assunzioni. Per questo, il direttore CNA ha sottolineato la necessità di rafforzare l'autonomia energetica delle imprese, promuovendo l'autoproduzione e l'efficientamento, e di valutare tutte le fonti disponibili per ridurre la dipendenza da mercati soggetti a variazioni repentine.
Accanto ai rincari, crescono i rischi legati al cambiamento climatico. Come purtroppo avvenuto anche negli ultimi mesi, alluvioni, siccità, grandinate ed eventi estremi possono danneggiare gravemente strutture e macchinari, interrompere le catene di fornitura e compromettere la continuità produttiva. Il tema riguarda in modo particolare l'agricoltura, che negli ultimi quattro anni ha registrato danni per circa 20 miliardi di euro. Le imprese sono quindi chiamate a investire nella prevenzione, nella diversificazione dei fornitori e in strumenti capaci di garantire maggiore capacità di adattamento.
Un'altra questione centrale riguarda la continuità aziendale. Nella provincia di Ascoli Piceno si contano 1.469 titolari di imprese individuali con almeno 70 anni, mentre tra il 2015 e il 2026 la popolazione nella fascia tra i 20 e i 39 anni è diminuita del 13,9%. Un quadro demografico che rende più difficile il ricambio generazionale e impone di rafforzare la formazione, accompagnare i giovani verso l'imprenditorialità e favorire il trasferimento delle competenze. In questo contesto, Balloni ha evidenziato anche l'urgenza di aggiornare la legge quadro sull'artigianato, risalente al 1985, e di semplificare gli adempimenti burocratici. Ad oggi, infatti, per aprire alcune attività, tra
autorizzazioni e procedure, possono essere necessari oltre 65 adempimenti, con costi che partono da 5.000 euro e possono raggiungere i 60.000.
Nel confronto è emerso inoltre il ruolo strategico del credito cooperativo. Nelle Marche, nell'ultimo anno, gli sportelli bancari sono scesi da 611 a 585, mentre 82 Comuni risultano privi di una banca. Le Bcc mantengono una presenza significativa, con 190 sportelli regionali, di cui 28 riconducibili a Banca del Piceno. Una prossimità che può fare la differenza nel sostenere le imprese attraverso il credito, ma anche con servizi di consulenza, accompagnamento agli investimenti e strumenti dedicati alla sostenibilità. In questa direzione si inserisce anche il rinnovo, nel febbraio 2026, dell'accordo tra CNA e Gruppo Bcc Iccrea, che prevede anche iniziative per favorire la transizione Esg delle aziende.
«Ringrazio Banca del Piceno per averci offerto ancora una volta un'opportunità di confronto sempre molto proficua - dichiara il direttore Balloni - La possibilità di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, mondo bancario, università e rappresentanze imprenditoriali consente di leggere con maggiore consapevolezza le trasformazioni in atto e individuare risposte concrete. I dati ci dicono che le nostre imprese devono affrontare sfide importanti, spesso con risorse e mezzi limitati: per questo è fondamentale fare rete, semplificare e accompagnarle negli investimenti necessari ad affrontare i rischi futuri. Come CNA continueremo a lavorare in questa direzione, nella convinzione che la collaborazione tra tutti gli attori del territorio sia decisiva per sostenere la competitività delle aziende e le prospettive di sviluppo del Piceno».
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