IL CIRCOLO DEI SAMBENEDETTESI A SOSTEGNO DELLA RIFLESSIONE PROPOSTA DALL’ARCHITETTO PIERNICOLA COCCHIARO

San Benedetto del Tronto - Abbiamo letto con grande interesse l’intervento pubblico di Piernicola Cocchiaro, ideatore e protagonismo della esperienza artistica di grande valore del MAM insieme a Fabrizio Mariani, artista affermato e grafico di lunga e proficua attività per l’Immagine di San Benedetto e nostro socio.
Condividiamo pienamente la riflessione sull’importanza di dare allo spazio del ponte sull’Albula una funzione in sintonia con la presenza di segni della storia come la Palazzina Azzurra e della contemporaneità artistica ( opera di Nespolo, il giardino Nuttate de Lune e il Viale che non a caso e con il nostro impegno è stato l’anno scorso intestato al più famoso figlio della nostra città , Andrea Pazienza). Ha ragione l’architetto Cocchiaro quando afferma che non si può andare a tentoni in uno spazio del genere e che l’arte deve avere la priorità su tutto e che la strada può essere un concorso di idee. Vogliamo però ricordare alla città e ai suoi amministratori che ci sono già proposte artistiche di assoluto valore:
1) Intanto bisogna decidere presto la collocazione delle sculture che il Museo d’arte sul Mare ( MAM ) ha prodotto nell’edizione di quest’anno. Non possono rimanere nei magazzini del Comune, occorre dare loro una destinazione e potrebbe anche essere quella dell’Albula
2) Negli stessi magazzini si trova l’opera di uno dei più grandi artisti italiani, Gianfranco Notargiacomo, da lui donata alla nostra città. Anche quella in attesa di una collocazione. Sul ruolo internazionale di questo artista basta consultare una qualunque storia dell’arte contemporanea. Cosa si intende fare? Nessuno ne parla.
3) A conclusione della bellissima mostra del nostro Paolo Consorti ( Buono, bello e …Benedetto, Palazzina Azzurra, Agosto- Ottobre 2025),il noto artista sambenedettese propose di collocare sul ponte dell’Albula una sua opera dedicata, in chiave contemporanea, al nostro Santo protettore che fosse immerso in un contesto di città attuale ( non a caso era pensato in bicicletta con uno stuolo di bambini festanti).
Questo solo per fare una breve ricognizione sull’esistente e sulle occasioni che rischiano di essere perse.
Noi non siamo contrari all’uso della bici e alla sua incentivazione ma di fronte ad un progetto di completamento del volto artistico della nostra SanBenedetto ci pare che ci siano ben altre opzioni. Ad esempio che fine deve fare l’area dell’ex bocciofila di fronte ai giardini di Nuttate de Lune? Perché non si fa lì un punto di convergenza delle piste ciclabili ?
In conclusione è ora di aprire un confronto su come riqualificare tutto il patrimonio artistico della città e implementarlo con nuove scelte e una politica culturale che faccia della città di Pazienza un centro italiano della contemporaneità Non dimentichiamo che nel 1969 San Benedetto fu antesignana a livello internazionale con una biennale d’arte di cui parlò il mondo e che ancora viene citata come un esempio in Italia.
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