Attualità

GROTTAMMARE, PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA STRATEGIA DELLA TENSIONE”

Amministratore09 ottobre 2026 alle 12:52

L’Istituto provinciale di Storia Contemporanea di Ascoli Piceno, coerentemente con le sue finalità istituzionali di studio e approfondimento delle fasi nodali che hanno segnato la storia del nostro paese, ha promosso il ciclo di iniziative “Luci ed ombre degli anni ‘70”, finanziato dalla fondazione Carisap di Ascoli Piceno, Inaugurerà il ciclo una riflessione sui cosiddetti “Anni di piombo”, mediante la presentazione degli atti del convegno “La strategia della tensione. Da piazza Fontana al caso Moro”, promossa con il sostegno organizzativo e culturale del Comune di Grottammare.

L’evento, introdotto e coordinato dal professore Lorenzo Rossi, vicesindaco di Grottammare, prevede gli autorevoli interventi di Gianni Cipriani, giornalista, analista d’intelligence e saggista, Angelo Ventrone, ordinario di Storia contemporanea dell’Università di Macerata, Vito Zincani, magistrato, Paolo Prezzavento, curatore del volume e membro del Direttivo dell’Istituto, Maria Giuseppina Cesari, critica letteraria. Si tratta di un ulteriore contributo alla conoscenza dell’Italia democratica e repubblicana, sentita come un preciso dovere civile, grazie anche alla presenza di alcuni dei principali esperti italiani di terrorismo e servizi segreti.

Il volume è frutto di un accurato lavoro di ricerca, di dati e di testimonianze, che utilizzando ampiamente le fonti documentarie disponibili, ripercorre con rigore storico gli anni più oscuri della repubblica: da piazza Fontana, che apre la stagione delle stragi, al caso Moro.

L’Istituto si propone così di stimolare e consentire una riflessione critica su quel periodo, intrecciando analisi storica, testimonianze e documenti, con l’obiettivo di fornire strumenti utili a comprendere quei fatti, restituendo verità alla nostra memoria collettiva, liberandola da ricostruzioni parziali e, non di rado, svianti.

Il lavoro si rivolge in particolare alle nuove generazioni e al mondo della scuola, perché la conoscenza storica sia antidoto alla disinformazione e fondamento di una coscienza civile e condivisa.