Gigi Bollettini, un amico e collega difficile da dimenticare

Dopo qualche ora dalla tragica nonchè repentina notizia della sua scomparsa ho realizzato con chiarezza che esistono persone che entrano nella nostra vita e, con la loro presenza, riescono a lasciare un segno che il tempo non può cancellare. Oggi ci troviamo a salutare con infinita tristezza un caro amico/collega, una persona a suo modo “speciale” che si faceva notare e che comunque resterà per sempre nei nostri ricordi. Inutile dire che la sua scomparsa lascia un vuoto difficile da colmare. La prima volta che lo incontrai, agli inizi degli anni ’80, mi diede, di primo acchitto, l’impressione di un ragazzo timido e un po' impacciato ma già dopo la prima settimana mi accorsi che invece era tutto il contrario. Eterna sigaretta in bocca s’intrufolò nella radiofonia sambenedettese con fare autoritario proponendosi come agente pubblicitario e la cosa funzionò davvero perché Gigi a vendere era il numero uno grazie alla sua parlantina sciolta e al modo di approcciare le persone in maniera molto arguta. Nel 1997 ebbe l’idea di fondare un giornale cartaceo dal nome Gazzetta Rossoblù che veniva stampato quasi sempre la domenica pomeriggio con tempi record e poi distribuito gratuitamente in serata ai vari bar, ristoranti, pub e altri esercizi commerciali pubblici. Nei pomeriggi, nella redazione dove si scriveva, le liti erano all’ordine del giorno per la sua maniacalità di usare termini tecnici precisi nei pezzi sulle squadre dilettanti o sulla stessa Samb. Io gli ribadivo che nessuno come si suol dire nasce “imparato” e lui di contro mi accusava di essere troppo “prudente” nella stesura delle azioni. “La prudenza è una buona qualità”, gli dicevo. “Sì”, rispondeva, “ma non quando diventa un alibi”. Nel 2006 la svolta dall’emittenza radiofonica a quella televisiva con tante serate fatte di talk show sia a tema politico che a tema sportivo con tanti ospiti riguardanti il calcio dilettantistico ma soprattutto con personaggi della sua amata Samb che non mancavano mai. Il resto è storia contemporanea ma ci vorrebbero altre 300/400 pagine per raccontare una vita fatta di tanti episodi con Gigi protagonista assoluto come quella volta che volevamo far brillare i fuochi d’artificio a Ferragosto dagli scogli di fronte allo chalet e la Capitaneria ci chiese di vederli. Ebbene non mi scorderò mai la faccia del Capitano quando gli quasi scaraventammo gli stessi , senza alcuna protezione, direttamente sulla scrivania. Non era comunque un uomo facile. A volte era un po' saccente, invadente, persino ingiusto. Aveva il difetto di pensare che il coraggio, se necessario, potesse sostituire la preparazione. Per questo era un tantino fuori dalle norme. Non perché disprezzasse le regole, ma perché non accettava che le regole diventassero una scusa per non guardare la realtà. E’ per questo che ora lo immagino lassù battibeccare con il buon San Pietro che cerca, con la scusa che la macchinetta che distribuisce i numeri si è inceppata, di passare davanti la fila perché si è fatto tardi apostrofandolo magari con il suo solito “sbrigati cumpà”.
Ciao GIGI
Maurizio
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