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Gestione illecita di rifiuti speciali, misure cautelari per cinque indagati

Amministratore09 settembre 2026 alle 11:26

Nell'ambito della maxi inchiesta denominata "Picenum" riguardante la cosiddetta "ricicleria" comunale, sono state applicate misure cautelari a carico di cinque persone emesse il 14 agosto eseguite dall'autorità giudiziaria di Fermo: si tratta, a vario titolo, di sospensione dall'esercizio del servizio pubblico, divieto di esercizio di attività d'impresa, obbligo di dimora.

Sono state eseguite nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Ancona.

Il sito di raccolta pubblico era finito al centro di una presunta gestione illecita di rifiuti speciali, conferiti da numerosi soggetti, di cui diversi titolari d'impresa, in violazione delle principali norme ambientali e dietro verosimile pagamento di denaro contante e altre utilità personali in favore degli addetti al pubblico servizio.

A seguito dei primi provvedimenti cautelari emessi nel giugno scorso, che hanno già portato all'esecuzione di perquisizioni e sequestri di aree e mezzi impiegati nelle ipotizzate attività illecite, il gip di Fermo, dopo gli interrogatori di garanzia degli indagati, ha confermato l'impianto accusatorio ricostruito dagli inquirenti e dalla procura della Repubblica, disponendo l'applicazione di misure cautelari personali nei confronti di cinque persone fisiche.

Le misure hanno riguardato i due addetti della ricicleria, dipendenti dell'azienda municipalizzata incaricata della gestione dei rifiuti urbani, i quali sono stati colpiti dalla sospensione dell'esercizio di pubblico servizio e dall'obbligo di dimora nel Comune di residenza, mentre per i tre rappresentanti di una ditta di autodemolizioni è stato disposto il divieto di esercitare attività di impresa e di ufficio, accompagnato dall'obbligo di non allontanarsi dai rispettivi comuni di residenza.

Le indagini, protrattesi per oltre un anno, sono state supportate anche dalla polizia provinciale di Ascoli Piceno, sia in termini di personale operante che di avanzate dotazioni tecnologiche, costituite da droni e foto-trappole di ultima generazione che hanno consentito di stimare esattamente il volume dei rifiuti gestiti illecitamente.