Ditta chiusa e debito da 500mila euro, tribunale lo salva da povertà

Un imprenditore romeno di 44 anni, sposato e padre di una bimba aveva accumulato un debito di oltre 500mila euro dopo la chiusura della propria ditta individuale, nel 2012, a causa di un grosso cliente che era fallito e non aveva più pagato le ingenti somme dovute.
Il tribunale di Ancona lo ha in sostanza salvato dalla povertà assoluta, come riporta il Carlino di Ancona, concedendogli la liquidazione controllata dei beni: l'uomo potrà continuare a vivere, lavorare e occuparsi della sua famiglia sotto la guida di un liquidatore. L'uomo si era presentato davanti all'Organismo di composizione della crisi, con un conto corrente vuoto, uno stipendio modesto da operaio a tempo determinato e un'auto vecchia di vent'anni come unico bene. I giudici hanno calcolato che, tra stipendio e spese per sostenere il nucleo, marito, moglie e bambina, il 44enne ha bisogno di 1.535 euro al mese per non finire in povertà assoluta. Il tribunale ha dunque previsto che, solo le entrate superiori a questo importo, circa 500 euro mensili, verrà destinato per tre anni alla massa dei creditori. Anche la sua auto gli è stata lasciata in quanto gli serve per accompagnare la bambina, per andare al lavoro e per non isolarsi.
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