Attualità

Da Atri la sfida degli umanoidi: più produttività senza sostituire il lavoro umano

Amministratore09 settembre 2026 alle 13:41


Atri - E’ pronto ad affrontare la vendemmia, la raccolta delle olive e frutta , ad accogliere i clienti in hotel, controllare di notte il perimetro di un’azienda. Non è un uomo, ma un robot.

Parte da Atri il progetto Hadrianoid, avviato dall’imprenditore Piero Pavone, con l’obiettivo di portare nelle aziende italiane ed europee una nuova generazione di robot umanoidi destinati ad affiancare il personale e aumentare produttività, sicurezza ed efficienza.

A Berlino, in occasione di IFA 2026, Pavone ha stretto una partnership per il mercato europeo con il colosso cinese AgiBot, una delle realtà emergenti della robotica umanoide, sottoscrivendo l’accordo con  il Ceo europeo della multinazionale William Shi. (nella foto) 

Hadrianoid concentra inizialmente la propria attività su tre settori: agricoltura, ospitalità e sicurezza. Il progetto punta però a chiarire fin dall’inizio uno degli aspetti più delicati legati alla diffusione degli umanoidi: l’obiettivo non è sostituire il lavoro umano, ma utilizzare le macchine soprattutto dove le mansioni sono carenti, ripetitive, usuranti o pericolose.

Il primo banco di prova sarà l’agricoltura, dove i robot possono monitorare le coltivazioni attraverso telecamere e sensori, individuare stress idrico e malattie, verificare il grado di maturazione, assistere nella raccolta e trasportare carichi. Una risposta anche alla crescente difficoltà delle aziende nel reperire manodopera stagionale.

Nel settore dell’ospitalità gli umanoidi possono invece affiancare il personale nella logistica e nell’accoglienza, mentre nella sicurezza possono effettuare pattugliamenti e controlli perimetrali anche durante la notte. Un altro aspetto centrale riguarda la protezione dei dati raccolti dai robot, che attraverso telecamere, sensori e sistemi di intelligenza artificiale possono acquisire informazioni sugli ambienti nei quali operano. Hadrianoid punta a garantire che questi dati restino protetti e gestiti  secondo gli standard europei di sicurezza e privacy.

“Siamo il primo partner italiano di AgiBot e puntiamo ad essere il primo venditore europeo di umanoidi”, evidenzia Piero Pavone. “L’azienda cinese quest’anno ha già superato i 15mila pezzi e punta a crescere rapidamente nei prossimi anni”.

La scommessa di Hadrianoid ( sito hadrianoid.com)  parte quindi dal territorio ma guarda all’Europa, con una linea precisa: più tecnologia per rendere le aziende competitive, coprire le mansioni dove il personale manca e ridurre i rischi per i lavoratori.