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Contratto enti locali, ALI Emilia-Romagna: «Il Governo assicuri ai Comuni le risorse per garantire i servizi e gli aumenti per il personale»

Amministratore09 ottobre 2026 alle 19:55

Come sindaci e sindache di ALI Emilia-Romagna accogliamo con soddisfazione l’ipotesi di contratto nazionale del comparto Funzioni locali per il triennio 2025–2027. È un passaggio importante verso il riconoscimento di aumenti retributivi giusti e necessari per le lavoratrici e i lavoratori dei nostri Comuni.

Dopo anni nei quali il recupero del potere d’acquisto è diventato sempre più urgente, valorizzare economicamente il personale significa riconoscere il lavoro di chi, ogni giorno, tiene aperti i servizi, risponde ai cittadini e si prende cura delle nostre comunità. Auspichiamo quindi che il percorso verso la sottoscrizione definitiva si concluda rapidamente.

Alla soddisfazione si accompagna, però, una forte preoccupazione: i Comuni devono poter sostenere questi maggiori costi senza compromettere ulteriormente gli equilibri di bilancio e la qualità dei servizi, già provati da inflazione incontrollata, aumento dei costi energetici e precedenti accordi contrattuali non coperti dallo Stato.

Chi amministra deve trovare ogni anno le risorse per chiudere il bilancio, garantire le prestazioni e programmare le assunzioni. Se agli aumenti contrattuali non corrispondono trasferimenti statali adeguati, il rischio è che si riducano ulteriormente le risorse disponibili per sostituire le persone che vanno in pensione. Così salta il patto di leale collaborazione tra livelli di Governo previsto dalla Costituzione.

Le conseguenze riguarderebbero direttamente la vita quotidiana delle famiglie. Nei nidi, la mancata sostituzione di educatrici, educatori e personale di supporto può comportare meno posti, orari ridotti e, nelle situazioni più difficili, la chiusura di sezioni o servizi. Per la polizia locale, organici insufficienti possono significare meno presenza sul territorio, maggiori difficoltà nel garantire i turni e minore capacità di intervento. Lo stesso problema investe i servizi sociali, gli uffici comunali e la manutenzione degli spazi pubblici.

A pagarne il prezzo sarebbero i cittadini e gli stessi dipendenti, chiamati a sostenere carichi di lavoro crescenti con meno personale a disposizione.

Per questo chiediamo al Governo risorse aggiuntive, stabili e adeguate a coprire i maggiori oneri contrattuali, così da consentire ai Comuni di riconoscere gli aumenti, sostituire il personale in uscita e mantenere servizi accessibili ed efficaci.

La nostra preoccupazione nasce dalla volontà di dare piena attuazione al rinnovo e di renderlo sostenibile nel tempo. Il riconoscimento economico del lavoro pubblico deve accompagnarsi alle condizioni necessarie per svolgerlo bene: organici sufficienti, organizzazione e investimenti.

Come sindaci e sindache continueremo a fare la nostra parte, con responsabilità nella gestione dei bilanci e attenzione ai bisogni delle comunità. Chiediamo al Governo di assumersi la propria, assicurando le coperture necessarie.

Salari dignitosi e servizi di qualità devono crescere insieme. Perché questo avvenga, ai Comuni servono risorse certe.

I sindaci e le sindache di ALI Emilia-Romagna