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CINEMA, due scrittori marchigiani tra i vincitori del premio Sgattoni

Amministratore19 agosto 2026 alle 12:26
Al centro Silvio "Gino" Piergallini

Due scrittori marchigiani, Gino Piergallini di San Benedetto del Tronto e Claudio Sestili di Ascoli Piceno sono tra i vincitori della XV edizione del Premio Sgattoni che si è da poco conclusa a Sant’Omero, in provincia di Teramo. I due sono arrivati primo e secondo nella nuova sezione B “Soggetto cinematografico” del Premio: Sestili con “La linea gialla” è arrivato alle spalle di Piergallini, che con il soggetto “Il Cinema di Garrufo” ha conquistato il primo posto - si legge in un comunicato diffuso dalla Giuria - sia nella votazione della Giuria Popolare, selezionandolo tra i dieci finalisti, sia nella successiva valutazione della Giuria Tecnica, composta da registi, sceneggiatori e critici cinematografici. Un risultato particolarmente significativo per il sanbenedettese Gino Piergallini, che quest’anno è finalista, con due racconti, anche nella prima edizione del concorso per racconti brevi “Orizzonti di parole”, promosso da Bookreporter Magazine (la premiazione è prevista a ottobre a Udine). Piergallini ha anche scritto un libro su Garibaldi, pubblicato tre anni fa dalla casa editrice romana Arduino Sacco e presentato a San Benedetto nell’ambito della rassegna "Incontri con l’autore" a cura del libraio Mimmo Minuto recentemente scomparso. Nei mesi scorsi ha ultimato un nuovo romanzo intitolato "Che la vita ci sia lieve" e una raccolta di racconti, insieme al giornalista e scrittore Cesare Protettì, intitolata “Figurine difficili e altre piccole storie marchigiane”, al vaglio di editori della regione.

Nelle altre due sezioni del Premio Sgattoni si sono classificate al primo posto Kathisca Alajandra Toala Olivares, di Roma, con “Dall’altra parte dell’ombra” (per la sezione A dedicata al Racconto breve) e Aura Katherin Rosciano, di Sant’Egidio alla Vibrata con il racconto “Mia nonna” per la sezione C “Italiani Oltreconfine”.

Complessivamente sono stati 118 i racconti arrivati per le tre sezioni del Premio Sgattoni, confermando l’interesse suscitato dalla nuova formula con tre percorsi diversi, accomunati dalla volontà di dare voce alle storie, alla memoria, alle esperienze e ai legami con la propria terra.

Una scelta che si è rivelata vincente – rileva il comunicato - e che ha trasformato il Premio in qualcosa di più di un concorso letterario: un progetto culturale capace di coinvolgere lettori, scrittori, giurati, artisti, istituzioni, volontari, giovani e cittadini.

A spiegare il significato del nuovo percorso è stato Gabriele Di Leonardo, coordinatore del gruppo operativo “L’Officina delle Storie”, al quale la Pro Loco di Garrufo ha affidato l’organizzazione del Premio. Nel suo intervento ha sintetizzato il senso della nuova edizione attraverso tre parole: Racconto, Comunità e Visione.

Il nuovo format, articolato in tre sezioni, ha messo al centro il legame tra letteratura e cinema, valorizzando il ruolo dei lettori-giurati e lanciando il progetto “Fotogrammi – Le Vie del Cinema” per spalancare le porte a nuove prospettive culturali e di partecipazione comunitaria.

Uno dei momenti più emozionanti della manifestazione è stato proprio il risultato del workshop cinematografico “Fare cinema è una caccia al tesoro”, realizzato dal 6 al 9 agosto con la regista e sceneggiatrice Caterina Carone. Tredici allievi, provenienti anche da fuori regione, hanno lavorato alla realizzazione di un corto-documentario dedicato al vecchio cinema di Garrufo. Hanno raccolto testimonianze, intervistato i cittadini, recuperato fotografie e materiali d’archivio, selezionato le voci e trasformato i ricordi in immagini. Tra i partecipanti anche Abril Lucena De Araujo, arrivata da Helsinki, in Finlandia, a testimonianza della capacità del nuovo progetto di superare i confini locali e attrarre partecipanti da realtà molto diverse.

La prima versione, necessariamente sintetica, del documentario è stata proiettata durante la serata conclusiva, suscitando – si legge nel comunicato - forte emozione e un sorprendente apprezzamento del pubblico, soprattutto per le immagini realizzate all’interno del Cine-Teatro Livia e per le testimonianze dei tanti garrufesi che hanno contribuito a ricostruirne la storia.

Un lavoro che ha trasformato la memoria individuale in memoria collettiva, grazie alle persone che hanno aperto i propri ricordi alla troupe. La regista Caterina Carone ha dato la propria disponibilità a riproporre il workshop anche nella prossima edizione gettando un ponte per il messaggio con cui si chiude idealmente questa edizione, guardando alla prossima: “I premi assegnano riconoscimenti. Le storie, invece, costruiscono comunità”.