Castignano - Tragedia Rigopiano, nuovo ricorso in Cassazione: i familiari di Marco e Paola attendono giustizia

Nuovo ricorso in Cassazione per la tragedia dell’hotel Rigopiano, l’albergo di Farindola, nel pescarese, travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017. A distanza di quasi dieci anni, la vicenda giudiziaria torna al vaglio della Suprema Corte. Tra le 29 vittime ci furono anche sei marchigiani, tra cui Marco Vagnarelli, 44 anni, e la compagna Paola Tomassini, 46 anni, originari del territorio ascolano. La coppia viveva un legame profondo con il Piceno. Marco, operaio dello stabilimento Whirlpool di Comunanza, lavorava nel settore industriale, mentre Paola era impiegata in un Autogrill a Cupra Marittima ed era originaria di Montalto delle Marche. Le loro vite furono spezzate insieme a quelle degli altri ospiti e lavoratori dell’albergo, travolto dalla massa di neve. Undici furono le persone che riuscirono a sopravvivere. A impugnare la sentenza d’appello bis è stato il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, che contesta in particolare l’assoluzione dell’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, e del tecnico comunale Enrico Colangeli. Il ricorso riguarda anche l’interpretazione dei termini di prescrizione. Secondo la Procura generale, il sindaco avrebbe avuto autonomi obblighi di prevenzione e di tutela della pubblica incolumità anche in assenza della Carta di localizzazione del pericolo valanghe. Per quanto riguarda Colangeli, viene invece richiamata la responsabilità connessa al suo ruolo di tecnico comunale nella gestione del rischio. Un altro punto riguarda la prescrizione: Sottani chiede che il raddoppio dei termini possa essere applicato anche all’omicidio colposo plurimo, e non soltanto al disastro colposo. Spetterà ora alla Cassazione valutare le questioni sollevate e stabilire se confermare la decisione impugnata o procedere a nuove valutazioni. L’iniziativa è stata accolta favorevolmente dai legali delle famiglie delle vittime. L’avvocata Wania Della Vigna, che assiste alcune parti civili, ha sottolineato l’importanza di sottoporre nuovamente la vicenda all’attenzione della Suprema Corte. La legale ha inoltre presentato un ricorso agli effetti civili per tutelare Giorgia Galassi, una delle sopravvissute. La sentenza d’appello bis aveva disposto tre condanne a due anni per gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Cinque le assoluzioni, comprese quelle di Lacchetta e Colangeli, mentre due posizioni, relative agli ex funzionari provinciali Mauro Di Blasio e Paolo D’Incecco, erano state dichiarate prescritte. Il nuovo ricorso riporta così al centro dell’attenzione una tragedia che ha segnato profondamente l’Abruzzo e le Marche. Per le famiglie di Marco e Paola, come per quelle degli altri ventisette morti, la ricerca di risposte continua, nel tentativo di fare piena luce sulle responsabilità di quanto accaduto quel giorno a Rigopiano.
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