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Barche da pesca ferme al porto di Ancona per il caro gasolio, 'non ce la facciamo'

Amministratore22 ottobre 2026 alle 11:23

Pescherecci fermi al porto di Ancona per protesta contro il caro gasolio.

La mobilitazione è stata promossa dalle 43 marinerie italiane firmatarie del documento inviato lo scorso 22 settembre al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste con le richieste del comparto.

Per i pescatori con l'attuale prezzo del gasolio uscire in mare "è diventato proibitivo" per questo chiedono risposte al Governo e alla Regione. Una protesta che si è allargata, spiega Apollinare Lazzari della cooperativa produttori di Ancona "ormai quasi tutte le marinerie italiane, ad eccezione di qualche barca, oggi sono ferme per il caro gasolio, quasi tutte hanno aderito al documento, anche gran parte delle imbarcazioni di Civitanova".

Il costo del carburante per le imbarcazioni della marineria di Ancona, che acquista direttamente il gasolio in raffineria, si aggira attualmente "intorno a 1,15-1,20 euro al litro, ma la media italiana è superiore ed è intorno a 1,30 euro al litro".

Un rincaro legato al conflitto nel Golfo. "Un anno fa il gasolio lo pagavamo circa 0,65 euro al litro, da allora è quasi raddoppiato. A queste condizioni non ce la facciamo" si sfoga l'armatore che cita il caso della sua attività: "Nella mia imbarcazione lavorano otto persone, - osserva - se va avanti questa situazione sarò costretto a licenziare due pescatori.

Ancora non c'è la cassa integrazione e le persone rischiano di rimanere senza lavoro".

Fra gli aiuti richiesti al Governo, ricorda Lazzari, quelli previsti dalla "legge 568 che dovrebbe arrivare in due tranche e che il Masaf (ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) ci ha promesso che già da novembre dovrebbero arrivare". Tra le richieste anche "il credito d'imposta fino a fine anno, invece che solo fino a fine maggio" dice. "Abbiamo chiesto un incontro alla Regione Marche che è quella che paga gli aiuti che arrivano dal Ministero" spiega Lazzari. Il presidente della cooperativa produttori di Ancona ricorda "le rassicurazioni ricevute" durante l'incontro avvenuto martedì 20 ottobre al Masaf: "ci ha assicurato che la Regione Marche entro metà novembre dovrebbe iniziare a pagare una parte degli aiuti previsti dalla legge 568 relativa ai fondi Feampa per il caro gasolio".

Il settore aggiunge il presidente della Cooperativa produttori di Ancona "è ancora in attesa del pagamento del fermo biologico del 2025, che il Ministero ci ha dovrebbe arrivare presto". Il comparto della pesca chiede risposte concrete alla questione del caro gasolio: "Se il prezzo del carburante continua a restare sui livelli attuali riusciremo ad andare avanti ancora per qualche mese, al massimo fino a gennaio-febbraio 2027, - conclude - ma se il prezzo del gasolio non si abbassa e gli aiuti non arrivano, saremo costretti ad iniziare a licenziare parte del personale".