Ast Ascoli: negli ospedali piceni mortalità a 30 giorni per infarto e ictus più bassa rispetto alla media nazionale

Secondo i dati dell’edizione 2025 del Programma nazionale esiti elaborato dall’Agenas il territorio piceno registra tra le migliori performance in Italia
Mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto e per ictus ischemico: nella provincia di Ascoli le percentuali sono, rispettivamente, del 5%, e dunque sotto la media nazionale che è del 7%, e del 4,46%, e dunque sotto la media nazionale che è del 9,16%. A dirlo sono i dati dell’edizione 2025 del Programma nazionale esiti (Pne) - elaborato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) su oltre 1.100 strutture di ricovero per acuti pubbliche e private - i cui indicatori collocano stabilmente il territorio piceno, con l’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli, tra le realtà con i migliori esiti in Italia. “Il risultato – evidenzia il direttore dell’unità operativa complessa di cardiologia e Utic dell’ospedale ‘Mazzoni’ di Ascoli, Pierfrancesco Grossi - è direttamente correlato alla piena operatività, dal 2005, del trattamento dell’infarto miocardico acuto con angioplastica primaria. Trattamento garantito h24 sul territorio provinciale. L’efficacia del percorso tempo-dipendente è assicurata da un modello integrato che coinvolge tutte le componenti del sistema dell’emergenza. Il dipartimento di emergenza e urgenza assicura l’identificazione precoce dell’evento ischemico e l’attivazione immediata del percorso diagnostico terapeutico, sia a domicilio, sia in ambiente extraospedaliero, sia attraverso i Pronto soccorso di Ascoli e San Benedetto. Questo consente la rapida centralizzazione del paziente nella sala di emodinamica dell’ospedale ‘Mazzoni’, minimizzando i tempi ischemici totali. Determinante è il contributo quotidiano della équipe di emodinamica, responsabile dell’esecuzione tempestiva dell’angioplastica primaria, così come di quelle della terapia intensiva cardiologica e dei reparti di cardiologia dei due ospedali, che gestiscono la fase post-procedurale e la successiva stabilizzazione clinica del paziente”. “Registriamo una mortalità ridotta del 50% rispetto alla media nazionale – evidenzia il direttore dell’unità operativa complessa di neurologia dell’Ast di Ascoli, Cristina Paci -. Un dato, questo, importantissimo ai fini degli esiti neurologici e della qualità dell’attività neurologica della nostra azienda. Il mantenimento di standard alti acquista un significato ancora più rilevante se si considera la crescita continua del volume di attività: il numero di trombolisi che eseguiamo sta registrando negli anni un importante aumento arrivando a oltre 100 pazienti trattati. Ciò ha consentito all’Ast di Ascoli di ottenere, nel 2024, lo ‘Stato gold’ nell’ambito del programma Eso-Angels Awards”. A contribuire alla gestione dell’infarto miocardico acuto come centro spoke è anche l’unità operativa complessa di cardiologia riabilitativa dell’ospedale di San Benedetto diretta da Vito Maurizio Parato. “Grazie al percorso diagnostico terapeutico assistenziale – conclude Parato -, nel 2023 le Marche sono state collocate al primo posto da Agenas per l’emergenza cardiologica tempo-dipendente. L’unità operativa di San Benedetto gestisce l’intero percorso di ricovero dell’infarto tipo Nstemi, trasportando il paziente all’emodinamica di Ascoli per la procedura di angioplastica, con un back transfer immediato post-procedura. Il reparto riceve anche dall’Utic di Ascoli i casi di Stemi post-acuti per iniziare un percorso di riabilitazione che si articola nell’intervento di fisioterapisti, nutrizionisti e psicologi che, in collaborazione con la medicina riabilitativa diretta da Alfredo Fioroni, hanno quale mission la restituzione del paziente colpito da infarto miocardico alla normale vita di tutti i giorni”.
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