Ascoli Piceno - Tassa di soggiorno, strutture in aumento ma tariffe confermate per il 2026

Il Comune di Ascoli conferma per il 2026 tutte le quote dell’imposta di soggiorno, dopo i nove mesi di sperimentazione avviati nel 2025.
La misura, introdotta per la prima volta ad aprile dello scorso anno su impulso dell’assessore Francesca Pantaloni, entra ora a regime senza variazioni tariffarie, a conferma della bontà del percorso intrapreso dall’amministrazione.Sono 165 le strutture ricettive registrate in città, tra alberghi, bed & breakfast, agriturismi e altre tipologie extralberghiere. Un sistema dell’ospitalità articolato, che negli ultimi anni ha accompagnato la crescita dei flussi turistici nel territorio ascolano. Proprio per sostenere e rafforzare questo trend, la giunta ha deciso di mantenere inalterate le tariffe, comprese tra un minimo di 1 euro e un massimo di 4 euro a pernottamento, differenziate in base alla categoria della struttura. L’imposta si applicherà a partire dal primo aprile. Nel dettaglio, per la categoria 'Alberghi e alberghi diffusi' la tariffa è fissata a 4 euro per i 5 stelle (attualmente non presenti in città, ma con il Guiderocchi orientato verso l’upgrade), 3 euro per i 4 stelle, 2,50 euro per i 3 stelle, 2 euro per i 2 stelle e 1 euro per 1 stella. È prevista una tariffa di 3 euro per le strutture con categoria non definita. Analoga impostazione per residenze turistico-alberghiere, residenze d’epoca alberghiere ed extralberghiere e country house. Per gli agriturismi si va da 4 euro per i 5 stelle a 3 euro per i 4 stelle, 2,50 euro per i 3 stelle, 2 euro per i 2 stelle e 1 euro per 1 stella, con una quota di 2,50 euro per le strutture senza classificazione definita. Tariffa di 2,50 euro per i bed & breakfast, mentre si scende a 2 euro per strutture di turismo rurale, villaggi turistici e parchi a tema, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, case per ferie, altre strutture extralberghiere, appartamenti ammobiliati a uso turistico e locazioni brevi. Infine, 1 euro per ostelli, rifugi, bivacchi, campeggi e piazzole di sosta. L’aspetto centrale riguarda però la destinazione delle risorse: i proventi dell’imposta saranno reinvestiti dal Comune in iniziative e servizi legati al turismo e alla cultura. L’obiettivo è migliorare l’accoglienza, potenziare gli eventi, valorizzare il patrimonio storico-artistico e promuovere Ascoli sui mercati nazionali e internazionali. Una leva, dunque, non solo fiscale ma strategica, pensata per attrarre sempre più visitatori e generare ricadute positive sull’intero tessuto economico cittadino.
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