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Ascoli Piceno - Le Donne Democratiche si ricompattano, comincia il percorso verso le Politiche

Amministratore10 ottobre 2026 alle 13:05

Riprendere l’attività politica, rafforzare la rappresentanza femminile e riportare al centro del dibattito i servizi territoriali. Sono gli obiettivi delle Donne Democratiche della provincia di Ascoli, che hanno presentato il percorso del gruppo nel corso di una conferenza stampa nel piazzale antistante la palazzina ex Gil, in viale Marcello Federici. E la scelta della location non è stata casuale. "Vogliamo immaginare e pensare politiche che riguardano il territorio, concentrandoci sul concetto che tutto ciò che è buono per migliorare la vita delle donne è buono per tutta la comunità", ha spiegato la referente provinciale Valentina Bellini, sottolineando la volontà di rilanciare un gruppo trasversale, rappresentativo di tanti Comuni del territorio. Tra le priorità c’è la difesa dei servizi sociosanitari, a partire dai consultori, considerati presidi strategici per la salute e il benessere delle persone. Una situazione critica, secondo le Democratiche, che chiedono di riportare queste strutture al centro delle politiche territoriali. A entrare nel merito è stata Manuela Marcucci, consigliera comunale ascolana, che ha ricordato il ruolo dei consultori istituiti dalla legge 405 del 1975: strutture sociosanitarie pensate per sostenere donne e famiglie attraverso professionalità diverse, dagli psicologi ai ginecologi. "Fino a sei anni fa quello di Ascoli era un fiore all’occhiello, con tutte le professionalità. Ora il personale è stato ridotto drasticamente: da sei ostetriche, giusto per fare un esempio, si è passati a due", ha denunciato Marcucci. Le conseguenze riguardano la prevenzione e l’accessibilità delle prestazioni, dai Pap test alle visite domiciliari dopo il parto, ormai non più effettuate. Un servizio che contribuiva anche a ridurre gli accessi al pronto soccorso. A preoccupare è anche la carenza di personale nell’ambito sociale e psicologico, che rende più difficile individuare tempestivamente le situazioni di disagio. "Si riescono a seguire soprattutto le segnalazioni del tribunale quando si verificano situazioni importanti. Dispiace perché il consultorio era un fiore all’occhiello. È stato distrutto un servizio essenziale per la cittadinanza", ha affermato. Accanto alle questioni locali, Bellini ha richiamato l’attenzione sulle prossime elezioni politiche, considerate strategiche per il futuro del Paese. Le Donne Democratiche aderiscono alla lettera promossa dalla Casa delle Donne di Modena e indirizzata al presidente della Repubblica, invitando altre donne a sottoscriverla. L’appello, che ha già raccolto 1.500 firme, chiede di rivalutare i profili di incostituzionalità e rinviare la nuova legge elettorale alle Camere. Nel mirino la riduzione delle garanzie per la parità di genere nelle liste, che rischia di determinare una forte prevalenza maschile in Parlamento. "È preoccupante che il Parlamento torni a essere ancora di più un Parlamento di uomini e che la presidente del Consiglio non si sia preoccupata di questo fatto", ha sottolineato Bellini. Dai consultori alla rappresentanza politica, il messaggio delle Democratiche è chiaro: le questioni che riguardano le donne non possono essere considerate battaglie di parte. Ma di tutti.