Ascoli Piceno - L'appello di una figlia: "Mio padre, senza ossigeno, lasciato senza assistenza"

Il padre vive da sei anni sotto ossigenoterapia domiciliare h24 a flusso continuo e necessita di erogazione senza interruzione.
La gestione della ossigenoterapia domiciliare era affidata fino a circa un mese fa alla Linde medicale, efficientissima, che in sei anni non ha mai dato problemi. Facendo il lavoro che era chiamata a fare. Da poco più di un mese, però è cambiato il gestore. Ora il servizio è erogato dalla Vivisol Srl, che avrebbe creato numerosi disagi. Per questo, una nostra lettrice a ha deciso di scrivere una lettera aperta al governatore Francesco Acquaroli, per chiedere di intervenire. “Ci è stato spiegato che per una questione di budget hanno cambiato modalità di distribuzione – spiega la donna -. Paradossalmente ed assurdamente fanno ricadere sul paziente la richiesta di sostituzione della bombola, come se noi fossimo in grado di capire se è vuota o meno, visto che non sempre sono riempite allo stesso livello e visto che non c'è un metodo scientifico per accorgersi del livello di ossigeno nel bombolone. Ma poi da quanto in qua il paziente deve assistersi da solo se c'è una ditta pagata per farlo? L’ossigenoterapia non è un servizio accessorio, ma una prestazione salvavita, essenziale per pazienti affetti da patologie respiratorie croniche e spesso invalidanti. Tali pazienti si trovano in condizioni di estrema fragilità fisica ed emotiva, e necessitano di un’assistenza continua, puntuale e rispettosa della loro dignità. Tuttavia, da quando il servizio è stato assegnato alla nuova ditta incaricata, è cambiato l’approccio al paziente: ora l’intera responsabilità è scaricata sullo stesso paziente pretendendo che sia lui, spesso anziano, malato e solo, ad accorgersi della mancanza e a sollecitare l'intervento. Quindi accade, come accaduto, che il paziente venga lasciato senza ossigeno per ore, perché (per mille motivi) il fornitore non ha provveduto al rifornimento ‘automatico’ come previsto precedentemente. Parliamo di persone fragili, spesso anziane o con patologie gravi – prosegue la lettrice -, che non possono permettersi distrazioni o ritardi, perché ciò equivarrebbe a mettere a rischio la loro vita. Non si tratta solo di un disservizio tecnico. Si tratta di una violazione profonda della dignità della persona malata. Si tratta di lasciare un paziente senza ossigeno, in attesa che si accorga da solo che sta per restare senza aria. Si tratta, a ben vedere, di violazioni di diritti costituzionalmente garantiti. Chiedo con forza che venga avviata immediatamente una verifica sulla qualità del servizio erogato -conclude l’ascolana - e che si adottino misure urgenti per ripristinare un servizio che rispetti i principi fondamentali della cura, della sicurezza e della tutela della persona”.
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