Ascoli Piceno - Il professor Papetti in visita a Sgarbi: "Lo trovo migliorato"

Dopo giorni di apprensione, dalla visita di giovedì al Policlinico Gemelli arrivano segnali incoraggianti sulle condizioni di Vittorio Sgarbi. A riferirlo è Stefano Papetti, direttore dei Musei civici di Ascoli Piceno e amico del critico d’arte dal 1981, che è tornato al suo capezzale trovandolo in condizioni migliori rispetto al precedente incontro. La broncopolmonite è stata superata e Sgarbi respira autonomamente. Il prossimo obiettivo è lasciare la terapia intensiva, passaggio che potrebbe avvenire nei prossimi giorni, per iniziare il percorso di riabilitazione. Una fase ancora delicata, che richiederà tempo, pazienza e determinazione, ma nella quale non mancano motivi per guardare al futuro con maggiore fiducia. «Rispetto alla settimana scorsa, ho trovato segnali incoraggianti: Vittorio mi è sembrato migliorato», racconta Papetti, che durante la visita ha incontrato anche la sorella Elisabetta e il suo compagno. Nel corso dell’incontro sono passati inoltre i medici che hanno in cura il critico d’arte, aggiornando i presenti sull’evoluzione del quadro clinico. Ora, oltre al recupero fisico, sarà importante riabituarsi gradualmente a parlare e recuperare le forze. L’eventuale trasferimento fuori dalla terapia intensiva rappresenterà un passaggio significativo, ma la strada verso il pieno recupero sarà ancora lunga. Per questo, sottolinea Papetti, non bisogna avere fretta: la priorità è che Sgarbi possa affrontare serenamente la riabilitazione. A rassicurare l’amico ascolano non sono soltanto i progressi sul piano clinico, ma anche il carattere di sempre, rimasto intatto nonostante le difficoltà. «L’ho trovato arrabbiatissimo, come è sempre lui! Il carattere combattivo è rimasto», racconta con affetto. A conferma del temperamento battagliero del critico, Papetti riferisce anche un episodio che gli è stato raccontato durante la visita: Sgarbi avrebbe persino allontanato il fisioterapista. Un atteggiamento che, in un momento tanto complicato, restituisce almeno in parte l’immagine dell’uomo conosciuto da oltre quarant’anni. Secondo Papetti, negli ultimi tempi si sono accumulate diverse situazioni difficili, che potrebbero aver contribuito anche alla depressione di Sgarbi. Un periodo complesso sotto molteplici aspetti, dal quale ora il critico è chiamato a riprendersi concentrandosi soprattutto sulla propria salute. Il loro rapporto affonda le radici nel 1981 ed è stato segnato da numerose collaborazioni culturali, mostre e iniziative condivise, con una particolare attenzione alla valorizzazione delle Marche e del loro patrimonio artistico. Sgarbi ha sempre dimostrato un forte interesse per l’arte marchigiana e per le bellezze del territorio, sviluppando negli anni un legame speciale con Ascoli Piceno. Un rapporto testimoniato anche dalle parole che il critico ha più volte riservato alla città, definendo la Pinacoteca ascolana la più bella d’Italia. Nel corso degli anni, i due hanno condiviso appuntamenti culturali di vario genere, dagli spettacoli in piazza alle iniziative teatrali. L’ultima visita di Sgarbi ad Ascoli risale a luglio, in occasione della Milanesiana: un momento che oggi, alla luce delle sue condizioni di salute, viene ricordato con particolare affetto. All’orizzonte ci sono anche alcuni impegni professionali che Papetti spera di poter recuperare una volta superata questa fase. Era infatti prevista una serie di presentazioni nelle Marche, programmi che gli amici e i collaboratori si augurano di riprendere quando le condizioni lo consentiranno. Per ora, tuttavia, ogni progetto resta in secondo piano rispetto alla necessità di ristabilirsi. Papetti ha già annunciato che tornerà a trovare Sgarbi. Con l’uscita dalla terapia intensiva, organizzare le visite potrebbe diventare più semplice, dopo le procedure necessarie per accedere al reparto. Il direttore dei Musei civici di Ascoli tiene anche a sottolineare l’attenzione e l’umanità dimostrate dal personale sanitario che si sta prendendo cura del critico. Dopo l’incontro al Gemelli, il sentimento con cui Papetti torna ad Ascoli è dunque quello di una speranza più concreta rispetto alla settimana precedente. La prudenza resta necessaria, perché il percorso di recupero è ancora tutto da affrontare, ma i segnali osservati durante la visita lasciano spazio a un cauto ottimismo. «Lo conosco da più di quarant’anni e so quanto sia combattivo», è il senso delle parole di Papetti, che guarda avanti senza nascondere l’affetto per l’amico. Adesso Sgarbi deve concentrarsi sulla propria salute e recuperare gradualmente le energie. Ad aspettarlo, una volta superata questa difficile prova, ci sono gli amici, gli impegni culturali e il legame con le Marche che ha contribuito a coltivare nel corso degli anni.
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