Ascoli Piceno - Ex Carbon, c'è il via libera per la bonifica
E bonifica sia. Ora c’è il via libera dell’Arengo anche dal punto di vista tecnico e formale al risanamento totale dell’ex Carbon

E bonifica sia. Ora c’è il via libera dell’Arengo anche dal punto di vista tecnico e formale al risanamento totale dell’ex Carbon che Restart, società proprietaria dell’area guidata dall’imprenditore Battista Faraotti, potrà finalmente avviare una volta demoliti, tra la fine del 2026 e il 2027, tutti i capannoni presenti. Via l’inquinamento, dunque, per fare posto a un nuovo quartiere con servizi e infrastrutture, spazi verdi, innovazione, formazione e insediamenti residenziali. E il primo segnale importante, riguardo la prospettiva futura che inizia a concretizzarsi; ecco già nelle prossime settimane il previsto avvio dei lavori, come anticipato dal sindaco Marco Fioravanti, per la realizzazione del polo innovativo e tecnologico di C-Next, ovvero la struttura operativa che prenderà corpo proprio laddove una volta c’era la mensa dello stabilimento industriale. Dopo un lungo percorso – iniziato nel 2016 con un primo piano di bonifica in relazione alla vasca di prima pioggia, poi conclusasi con l’intervento del commissario Giuseppe Vadalà – adesso si arriva alla fine dell’iter con la determinazione degli uffici tecnici comunali preposti che rende operativo il nuovo Piano presentato da Restart nel 2025 e approvato dalla conferenza dei servizi con alcune prescrizioni, fino ad arrivare al benestare dell’Arengo, dal punto di vista tecnico-formale, che recepisce e rende esecutivo il Pob (Piano operativo di bonifica), aprendo le porte al risanamento ambientale di tutta quella grande area a ridosso del centro cittadino. E in tal senso già nell’aprile scorso, quando la conferenza dei servizi è stata chiamata ad esprimersi per poter procedere verso la conclusione dell’iter, dalla fase illustrativa è emerso che la bonifica complessiva sarà realizzata in tre fasi e tutta l’area sarà suddivisa in 4 sub-aree distinte per le diverse modalità di intervento e tecnologie da utilizzare. E si prevede anche la produzione, nella fase di bonifica, di circa 60mila metri cubi di rifiuti inerti che, una volta trattati, diverranno aggregati da riciclare nella fase successiva di sviluppo del sito. Infine, si procederà con il collaudo delle opere di bonifica e il monitoraggio post operam delle matrici ambientali. Una fase molto impegnativa, ma necessaria per permettere di uscire dal tunnel dell’inquinamento ambientale e ridisegnare il futuro dell’area. Il prossimo passo verso l’avvio della bonifica totale del sito, a questo punto, con inizio presunto entro la fine dell’anno per poi protrarsi nel 2027, sarà quello legato alle demolizioni. Saranno eliminati quei capannoni che per decenni hanno accolto operai (ai tempi della Sice e poi dell’Elettrocarbonium e della Carbon) ma anche sostanze inquinanti che hanno lasciato aperte per anni ferite ambientali che adesso si intende cancellare per sempre. I capannoni saranno smantellati e rasi al suolo. Si tratterà del primo step operativo che fa seguito all’area già bonificata, ovvero la vasca di prima pioggia. In altre parole, verrà raso al suolo il vecchio complesso industriale.
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