Ascoli Piceno - Donazioni in calo a causa del caldo e del poco personale: l'allarme dell'Avis

L’estate sta ormai volgendo al termine, ma lascia sul territorio piceno il segno di un calo nelle donazioni di sangue. Un andamento legato soprattutto alla stagione delle vacanze e alle alte temperature, che ogni anno rappresenta uno dei periodi più delicati per la raccolta. A fare il punto è Stefano Felice, presidente provinciale dell’Avis di Ascoli, che sottolinea come la flessione non sia riconducibile a una perdita di fiducia da parte dei donatori. “Tra Plasmagate e altre situazioni è stato un anno particolare, ma non è una questione di sfiducia dei donatori”, spiega Felice. “Un po’ incidono le alte temperature, perché con il caldo si fa più fatica anche a livello fisico”. Il problema, dunque, riguarda sia la disponibilità dei cittadini sia la capacità organizzativa del sistema di raccolta. “Abbiamo riscontrato difficoltà anche a livello ospedaliero, con una parte infermieristica e del personale ridotta”, aggiunge il presidente provinciale. Una situazione che si è fatta sentire soprattutto nei centri trasfusionali e, in particolare, a San Benedetto. Il risultato è una capacità di convocazione che, in alcuni momenti, non ha potuto seguire pienamente la disponibilità dei donatori. “Non riusciamo a convocare più di quelli che stiamo convocando”, sottolinea Felice, evidenziando come la macchina della donazione debba necessariamente fare i conti anche con le risorse disponibili nelle strutture sanitarie. Eppure, la base su cui ripartire è solida. Sono oltre diecimila i donatori presenti complessivamente nella provincia ascolana, una rete capillare che rappresenta uno dei principali punti di forza dell’associazione. L’Avis provinciale può contare infatti su una presenza diffusa sul territorio e su una struttura organizzativa consolidata, capace di mantenere vivo il rapporto con i donatori anche nei periodi più complicati. “Abbiamo una grande organizzazione territoriale”, evidenzia Felice, ricordando il valore delle realtà comunali e delle iniziative che contribuiscono quotidianamente a promuovere la cultura del dono. Ora, con l’attenuarsi delle temperature e il ritorno alla normalità dopo le ferie, l’obiettivo è recuperare il terreno perso durante l’estate. La richiesta di sangue, infatti, non conosce stagioni e gli ospedali hanno bisogno di poter contare su una disponibilità costante. L’invito dell’Avis è quindi rivolto ai tanti donatori che, terminato il periodo delle vacanze, possono tornare a programmare il proprio appuntamento. Il calo estivo non mette in discussione la solidità della rete picena, ma rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di mantenere alta l’attenzione. “Ci stiamo confrontando con il direttore generale Maraldo, che ha mostrato ampia disponibilità a darci una mano sulla carenza di personale”, conclude Felice, riferendosi al dialogo avviato con l’Ast per affrontare le criticità dei centri trasfusionali. La sfida delle prossime settimane sarà quindi duplice: recuperare le donazioni diminuite durante l’estate e, allo stesso tempo, garantire condizioni organizzative adeguate per accogliere i donatori. Perché, in una provincia che può contare su oltre diecimila persone pronte a compiere un gesto di solidarietà, la priorità resta una sola: trasformare la disponibilità dei cittadini in sangue effettivamente raccolto e destinato a chi ne ha bisogno.
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