Ascoli Piceno - Crisi all'Hp Composites, il sindacalista Armandi: "Una scossa molto forte, dobbiamo essere uniti"

Una ‘bolla improvvisa’. Così Francesco Armandi, segretario provinciale e regionale dell’Ugl metalmeccanici, definisce quanto avvenuto negli ultimi giorni all’Hp Composites.
Nell’azienda picena, infatti, si è aperto uno stato di crisi, con un centinaio di dipendenti in esubero e la cassa integrazione dietro l’angolo per oltre 500 lavoratori. “La scossa di Hp Composites è stata forte – spiega Armandi -. Una ferita territoriale che mette a rischio 570 dipendenti fa emergere la fragilità del tessuto produttivo di un’azienda costruita su un’immagine di crescita costante. Sindacalmente ed a caldo, l’attenzione della Ugl Metalmeccanici nell’immediato è rivolta a fornire supporto e soluzioni per mantenere posti di lavoro, dare continuità aziendale e difendere il territorio. Nella pancia della fabbrica, per i lavoratori che direttamente e indirettamente hanno vissuto ed osservato l’evoluzione della Hp Composites, non è stato proprio un fulmine a ciel sereno e certamente qualche avvisaglia si avvertiva. Il tempo delle analisi sarà importante per il futuro e avremo modo di approfondire strada facendo. Oggi i lavoratori ci chiedono di rimboccarci le maniche e impegnarci per superare la delicata e straordinaria pericolosità del momento – prosegue Armandi -. L’incontro al Mimit a Roma sarà un passaggio necessario e assolutamente decisivo”. Intanto, domani, si svolgerà ad Ancona il tavolo tecnico indetto dalla Regione. L’azienda, tanto per riepilogare quanto avvenuto nell’ultima settimana, ha deciso di ricorrere a dodici mesi di cassa integrazione straordinaria per crisi industriale. Una misura che, accompagnata dalle dimissioni del direttore generale Abramo Levato, che resterà formalmente in carica fino al 26 ottobre, ha sollevato forte preoccupazione. La cassa integrazione riguarda 541 lavoratori dell’azienda che venne fondata nel 2010 e che produce e realizza componenti in fibra di carbonio per vari settori industriali. Secondo i sindacati, dunque, come confermato dallo stesso Armandi, la crisi non è esplosa all’improvviso ma si trascina da tempo, aggravata dal crollo delle commesse nel settore automotive. Dopo la crisi della Beko, che aveva tenuto (e continua a tenere) in ansia anche i dipendenti dello stabilimento di Comunanza, il territorio non può permettersi di perdere un altro pilastro industriale.
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