Attualità

Ascoli Piceno - Confronto sulla Zes, in provincia previsti 17 milioni di nuovi investimenti

Amministratore14 ottobre 2026 alle 14:45

Diciassette milioni e mezzo di euro di investimenti nel Piceno, con le imprese già al lavoro per il 2027. È il primo bilancio concreto della Zona economica speciale nelle Marche, al centro dell’incontro che si è svolto oggi alla Bottega del Terzo Settore di Ascoli. A meno di un anno dall’inclusione anche delle Marche nella Zes, avvenuta a novembre 2025, i numeri indicano che il tessuto produttivo locale è pronto a cogliere le opportunità offerte da agevolazioni e semplificazioni. A fornire il dato relativo al Piceno è stata Roberta Faraotti, presidente di Confindustria Ascoli: per il 2026 l’importo complessivo degli investimenti autorizzati ammonta a 17,5 milioni di euro. Le risorse riguardano aziende già presenti sul territorio, impegnate nella realizzazione di nuove unità produttive. Un segnale che, secondo Faraotti, conferma la volontà del comparto industriale di crescere. “Le imprese - ha spiegato -, si sono già rivolte all’associazione per approfondire le opportunità e l’obiettivo è ora proseguire il lavoro in vista del prossimo anno. Da qui anche l’auspicio che il plafond disponibile non venga ridotto”. Lo sguardo si allarga ai risultati regionali. Giosy Romano, capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ricordato che tra novembre e dicembre 2025 nelle Marche sono stati registrati investimenti per 135 milioni di euro, accompagnati da 35 milioni di euro di credito d’imposta. Numeri che, nella sua valutazione, “dimostrano la capacità della Zes di attivare un meccanismo in grado di sostenere nuovi progetti e rafforzare quelli delle aziende già insediate”. La partita, infatti, non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi imprenditori. Una parte importante delle opportunità interessa chi opera già nel Piceno e vuole modernizzare i processi, ampliare gli stabilimenti o creare nuove unità produttive. “L’obiettivo è trasformare gli incentivi in investimenti strutturali, capaci di consolidare il tessuto industriale nel medio e lungo periodo”, ha concluso Romano. Accanto al credito d’imposta, il valore aggiunto è rappresentato dalla semplificazione amministrativa: procedure più rapide e tempi certi possono incidere sulle decisioni di investimento quanto le agevolazioni economiche. Romano ha sottolineato che “il rilascio di un titolo che consente di avviare un’attività rappresenta un cambiamento significativo nel rapporto tra imprese e pubblica amministrazione”. Per il Piceno, dunque, la sfida è passare dai primi risultati a una crescita duratura. I 17,5 milioni già autorizzati costituiscono una base di partenza. La capacità di accompagnare i progetti, rendere accessibili le misure e mantenere adeguate le risorse disponibili sarà invece decisiva per consolidare la tendenza anche nel 2027.