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Ascoli Piceno - Cantieri "fantasma", si liberano nuovi spazi nel centro storico

Amministratore06 ottobre 2026 alle 15:23

Le transenne spariscono, le impalcature vengono smontate e, soprattutto, tornano visibili marciapiedi e posti auto. Ad Ascoli qualcosa si muove sul fronte dei cantieri rimasti per mesi, e in alcuni casi per anni, a occupare porzioni di strada anche quando i lavori erano ormai terminati o procedevano a rilento. Una presenza che ha finito per pesare sulla mobilità quotidiana e sulla disponibilità di parcheggi, soprattutto nelle zone più delicate del centro. Il Comune ha intensificato l’attenzione sul fenomeno, anche attraverso verifiche e contatti con le imprese, con l’obiettivo di evitare che recinzioni, materiali e strutture restino sul suolo pubblico oltre il tempo effettivamente necessario. Il risultato comincia a vedersi: diversi spazi sono stati riconsegnati alla città e alcune strade hanno recuperato porzioni di carreggiata e stalli. A incidere potrebbe essere stata anche la nuova disciplina sull’occupazione del suolo pubblico. Con il ritorno del pagamento del canone, dopo la fine delle agevolazioni che avevano caratterizzato gli anni precedenti, mantenere un’area di cantiere inutilizzata comporta infatti un costo per le ditte. Un elemento che può aver contribuito a spingere verso una maggiore rapidità nella rimozione delle strutture una volta completati gli interventi. «Stiamo vedendo più rimozioni», conferma l’assessore all’Urbanistica Giovanni Silvestri, sottolineando come il fenomeno sia particolarmente evidente nelle parti del centro maggiormente congestionate. Per l’amministrazione, però, non si tratta di considerare archiviata la questione: «I segnali sono positivi», rimarca Silvestri. Il tema era già approdato in consiglio comunale, dove era stata sollecitata una ricognizione sulla situazione degli spazi pubblici occupati da cantieri, impalcature e strutture accessorie non più indispensabili. Una questione che incrocia due esigenze: da una parte accompagnare la riqualificazione e la ricostruzione degli edifici, dall’altra impedire che le aree di cantiere diventino occupazioni permanenti a scapito della collettività. Qualche cambiamento è già percepibile in diverse zone della città. Nei dintorni dell’Umberto I, lungo corso Vittorio Emanuele, in via delle Torri e in altri punti del centro alcune aree stanno progressivamente tornando disponibili. Non significa, però, che la stagione dei cantieri sia prossima alla conclusione. Il paradosso è proprio questo: mentre alcuni spazi vengono finalmente restituiti, altri cantieri sono pronti a partire. La ricostruzione post-sisma continua infatti a rappresentare uno dei principali motori degli interventi edilizi. Alle opere pubbliche e all’edilizia privata si aggiungono numerose pratiche ancora in fase di definizione e centinaia di lavori già avviati. Per l’amministrazione, dunque, la partita sarà soprattutto quella di mantenere l’equilibrio tra la necessità di completare la trasformazione del patrimonio edilizio e il diritto della città a non perdere per periodi indefiniti pezzi di strada, marciapiedi e parcheggi.