Ascoli Piceno - Amianto al Pennile di Sotto, terminato lo smaltimento: smontato l'hangar
Sono terminate le operazioni di smaltimento dell’amianto nell’area del Pennile di Sotto, ad Ascoli.

Proprio in questa settimana è stato completato anche lo smontaggio dell’hangar che, negli ultimi mesi, aveva ospitato tutte le attività di trattamento e messa in sicurezza delle macerie del fabbricato interessato dall’intervento. Si chiude così una fase particolarmente delicata del cantiere, avviata dopo il rinvenimento di materiali contenenti amianto durante le demolizioni. A ricostruire nel dettaglio quanto accaduto è la geometra Alessandra Benedetti, direttrice dei lavori e coordinatrice della sicurezza del cantiere, che parla di “un percorso tecnico e amministrativo complesso, affrontato con l’unico obiettivo di garantire la tutela della salute pubblica e dei lavoratori”. Secondo quanto spiegato dalla professionista, il 10 marzo 2025 erano state avviate le operazioni di demolizione del fabbricato “in assenza della preventiva caratterizzazione dei materiali contenenti amianto prevista dalla normativa vigente”. Durante le lavorazioni sarebbero quindi stati danneggiati “elementi in amianto compatto, in particolare tubazioni poste esternamente alla struttura muraria”, circostanza che ha determinato “una situazione di potenziale rischio”. Da lì l’intervento immediato degli enti competenti. “L’Ispettorato nazionale del lavoro dispose la sospensione delle attività e impose a Erap la nomina di un’impresa specializzata nella bonifica e nello smaltimento dell’amianto – spiega Benedetti –. Successivamente l’Ast dispose l’immediato incapsulamento di tutte le macerie demolite e la loro copertura mediante teli plastificati idonei”. Per procedere con la bonifica, l’Ast prescrisse la realizzazione di una struttura confinata, il grande hangar installato nell’area del Pennile di Sotto. All’interno della struttura, riferisce ancora la direttrice dei lavori, “ogni elemento è stato trattato singolarmente mediante operazioni controllate; il materiale è stato lavato e verificato prima del conferimento e ogni cassone è stato autorizzato all’uscita esclusivamente dopo l’esito negativo delle analisi”. Un’attività lunga e articolata, accompagnata da continui controlli ambientali. “Per tutta la durata delle lavorazioni sono stati eseguiti monitoraggi sistematici cinque giorni su sette, sia sull’aria che sui materiali, al fine di garantire in maniera oggettiva e documentata l’assenza di dispersione di fibre aerodisperse”. Ora, con il completamento dello smaltimento e la rimozione dell’hangar, il cantiere entra in una nuova fase. “Le procedure adottate, rigorose e conformi alle prescrizioni degli enti competenti, hanno consentito di evitare la dispersione di fibre, raggiungendo pienamente l’obiettivo primario di tutela della salute pubblica”, conclude Benedetti, ringraziando enti, tecnici e imprese che hanno collaborato alle operazioni.
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