Ascoli Calcio - Vendita del club, si attende l'esito del ricorso di Rabona

Il Picchio nelle prossime ore potrebbe tornare a focalizzarsi con una certa decisione sull’ormai nota questione della cessione societaria dall’attuale proprietario Massimo Pulcinelli ai nuovi potenziali acquirenti.
Vicenda che si sta sviluppando dal recente maggio e che ad oggi, nonostante le interlocuzioni e gli svariati movimenti fatti registrare, non è ancora giunta ad una possibile definizione. E data la drammatica situazione economica in cui versa da tempo lo storico club di corso Vittorio non poteva essere altrimenti. Soprattutto per quanto riguarda la strategia pianificata dalla cordata guidata da Metalcoat insieme alle aziende locali, oltre che dall’ex patron Francesco Bellini il cui ritorno sarebbe molto gradito ad imprenditori e tifosi. Prima di avanzare la fatidica proposta di acquisto l’azienda bergamasca ha voluto vederci molto chiaro. Anche negli ultimi giorni è stato così. Il dialogo tra le realtà interessate però è ripreso regolarmente in vista del ritorno in città di Matteo Trombetta Cappellani, previsto nelle prossime ore. Per gli eventuali sviluppi chiaramente si dovrà sempre attendere la giornata di giovedi, quando è prevista l’udienza (ore 9.30) dinanzi al tribunale di Ancona a seguito del ricorso avanzato dai soci di minoranza Maurizio e Stefano D’Alessandro – titolari di Rabona e all’interno dell’Ascoli Calcio con il loro 10% – nei confronti dell’attuale dirigenza bianconera. Azione con la quale ora si mira ad ottenere la revoca del consiglio di amministrazione in essere con il conseguente commissariamento. Tra l’altro proprio ad inizio giugno, esattamente il 13, lo stesso tribunale aveva già provveduto ad investire l’avvocato Francesco Tardella in qualità di curatore speciale. L’eventuale pronuncia del tribunale di Ancona, sui «gravi illeciti amministrativi» reclamati da Rabona, di fatto potrebbe finire per tracciare un solco netto e aprire uno scenario tutto nuovo. Ad aggravare il tutto poi resta ancora in piedi la maxi inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza sulla delicata questione della permuta merce-pubblicità che gli inquirenti stanno cercando di capire se è stata operata anche nell’Ascoli. Nel frattempo i tentativi volti a convincere il patron a non cedere la società, operati da Simone Bernardini e alcuni ex dirigenti ascolani nel corso delle ultime settimane, non sono stati presi in considerazione. Nello specifico ai vertici dirigenziali era stato già presentato un ipotetico nuovo organigramma societario con un piano di sostegno economico stagionale che però, allo stato attuale dei fatti, non riuscirebbe minimamente a tamponare i tanti milioni di debito del Picchio.
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