Ampia partecipazione all’incontro pubblico sulla scuola e contro il DDL Valditara

Si è svolto sabato 2 maggio, presso l’ex cinema delle Palme di San Benedetto del Tronto, l’incontro pubblico dal titolo “La scuola pubblica”, promosso dalla lista della coalizione centro-sinistra AVS
L’iniziativa ha visto la partecipazione di: Peppino Buondonno (Responsabile nazionale SI Scuola) Luca Fantò (Responsabile nazionale PSI Scuola) Paolo Canducci (Portavoce regionale Verdi) Lorenza Prado (Rete Studenti Medi) Hanno moderato l’incontro: Rachele Laversa (Segretaria PSI) Arianna Cameli, (insegnante presso l’IPSSSEOA “F. Buscemi” e candidata nella lista AVS) Presente anche Giorgio Fede, candidato sindaco del centro-sinistra. Al centro del dibattito il disegno di legge promosso dal Ministro Valditara sul cosiddetto “consenso informato preventivo”, che introduce l’obbligo di autorizzazione per le attività scolastiche sui temi dell’affettività e della sessualità. Nel corso dell’incontro è stato ribadito con forza come tale misura rischi di trasformare la scuola da spazio pubblico a spazio negoziato. “Se serve una firma per educare, la scuola pubblica non esiste più” – ha sottolineato Arianna Cameli, candidata con Avs– “Si crea una scuola in cui i diritti non sono uguali per tutti e le opportunità dipendono dal contesto familiare.” Gli interventi hanno evidenziato come il provvedimento possa: aumentare le disuguaglianze educative, limitare la libertà di insegnamento e indebolire il ruolo della scuola nella prevenzione della violenza e delle discriminazioni Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’educazione affettiva, definita come uno strumento fondamentale per lo sviluppo di competenze relazionali ed emotive e per la prevenzione dei fenomeni di violenza. Lorenza Prado della Rete degli Studenti Medi ha sollecitato interventi mirati a tutelare il corpo delle ragazze. È stato inoltre sottolineato come, in assenza di percorsi strutturati, gli adolescenti rischino di formarsi attraverso fonti inadeguate come i social media o la pornografia. Nel corso del dibattito è emersa una riflessione centrale: l’introduzione del consenso preventivo rischia di escludere proprio gli studenti e le studentesse più fragili, in particolare nei contesti familiari più chiusi o problematici. “Il rischio – è stato evidenziato – è che proprio chi avrebbe più bisogno di questi strumenti resti fuori, aumentando così le disuguaglianze già esistenti.” Durante l’incontro è stata avanzata una proposta concreta per il territorio sambenedettese: la costruzione di un Patto Educativo Territoriale per la Parità di genere, che coinvolga scuole, enti locali, servizi sociali, associazioni e famiglie. Tra gli obiettivi: promuovere percorsi strutturati di educazione sessuo-affettiva, attivare spazi di ascolto per studenti e studentesse, rafforzare la collaborazione tra istituzioni e comunità educante nell’ottica di contrastare stereotipi, discriminazioni e violenza Nel corso dell’incontro è stata espressa una posizione chiara: l’educazione è un diritto e non può essere subordinata a un’autorizzazione preventiva. “Difendere la scuola pubblica – è stato ribadito – significa garantire a tutte e tutti gli strumenti per crescere consapevoli, liberi e rispettosi.”
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