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AL VIA LA PRESIDENZA ITALIANA DELLA STRATEGIA ADRIATICO-IONICA: LE MARCHE PROTAGONISTE DEL PERCORSO DI COOPERAZIONE E INTEGRAZIONE EUROPEA

Ha preso il via oggi a Roma, nella sede di Unioncamere, la Presidenza italiana della Strategia macroregionale dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR), con l’evento di lancio dedicato al tema “Identità, coesione, integrazione europea”

Editor28 luglio 2026 alle 12:53

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, l’europarlamentare Carlo Ciccioli, il segretario generale dell’Iniziativa Adriatico Ionica Giovanni Castellaneta, il capo del Dipartimento per le Politiche di coesione della Presidenza del Consiglio Michele Palma e il direttore generale per l’Europa e la politica commerciale internazionale del Ministero degli Affari esteri Nicola Verola.

Per la Regione Marche è intervenuta l’assessore al Bilancio Francesca Pantaloni, che ha ribadito il valore strategico di EUSAIR come spazio di cooperazione, dialogo e sviluppo per l’intera area adriatico-ionica. Nel corso del suo intervento ha sottolineato il ruolo che la Regione ha assunto negli anni all’interno della Strategia, fino a coordinare oggi la partecipazione delle Regioni italiane nell’ambito della Cabina di regia nazionale, contribuendo al raccordo tra territori, Governo e istituzioni europee.

“Le Marche guardano ad EUSAIR non semplicemente come ad una strategia europea, ma come ad uno spazio concreto di cooperazione, dialogo e sviluppo. Per storia, collocazione geografica e vocazione internazionale, la nostra Regione è profondamente legata all'Adriatico e allo Ionio” ha detto.

Pantaloni ha inoltre evidenziato l’importanza di un metodo fondato sulla collaborazione tra istituzioni, territori e corpi intermedi: “Quando parliamo di governance multilivello non ci riferiamo ad un concetto teorico. Parliamo della capacità di costruire politiche europee coinvolgendo tutti i livelli istituzionali, valorizzando il contributo delle Regioni, degli enti locali, delle università, delle imprese, delle camere di commercio e della società civile”.

Tra le iniziative che le Marche promuoveranno durante la Presidenza italiana, un ruolo centrale sarà dedicato al confronto sul futuro dei porti dell'Adriatico e dello Ionio. L'obiettivo è favorire la costruzione di una rete stabile di collaborazione tra gli scali della Macroregione, in una fase in cui il sistema logistico internazionale è interessato da profonde trasformazioni. In questo contesto il porto di Ancona, storica porta d'accesso verso i Balcani e il Mediterraneo orientale, può contribuire a rafforzare il ruolo dei porti come protagonisti della transizione energetica, della sostenibilità ambientale e della competitività europea. Accanto a questo tema, la Regione promuoverà iniziative dedicate all'adattamento ai cambiamenti climatici, al turismo sostenibile, all'integrazione delle priorità EUSAIR nelle politiche europee e nazionali e al rapporto tra innovazione, intelligenza artificiale e crescita delle imprese della Macroregione.

Particolare attenzione sarà inoltre rivolta ai temi della coesione sociale, delle competenze, dei giovani e del contrasto allo spopolamento, individuati come priorità condivise da molti territori dell’area adriatico-ionica. Un impegno che le Marche intendono sostenere valorizzando formazione, ricerca, innovazione e coinvolgimento delle comunità locali.

In conclusione Pantaloni ha ribadito il contributo che la Regione Marche intende offrire alla Strategia: “L'Adriatico e lo Ionio non devono essere considerati un confine dell'Europa, ma uno dei suoi principali ponti verso il futuro. La Presidenza italiana offre l'opportunità di rafforzare questo ruolo, costruendo maggiore integrazione, maggiore cooperazione e maggiore coesione tra tutti i territori della Macroregione. Le Marche sono pronte a fare la propria parte e a mettere a disposizione dell'intera Strategia la propria esperienza, le proprie competenze e la propria capacità di costruire reti tra istituzioni, cittadini e territori”.