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Agricoltura, Coldiretti Marche: aziende più strutturate ma serve accelerare sul ricambio generazionale.

Al centro dell'assemblea anche acqua, reddito e difesa del Made in Italy

Amministratore30 giugno 2026 alle 13:33


L'agricoltura marchigiana continua a dimostrare capacità di adattamento e di crescita, ma il futuro del settore passa da una sfida decisiva: favorire il ricambio generazionale, programmare gli investimenti strategici e rafforzare la tutela delle produzioni italiane. È questo il messaggio emerso dall'assemblea regionale di Coldiretti Marche, che si è svolta ieri pomeriggio al G Hotel di Osimo alla presenza dei dirigenti dell'organizzazione, dei soci e dei rappresentanti delle istituzioni regionali. Alla presenza del vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Enrico Rossi, e del dirigente del Servizio Agricoltura, Michele Michelini, la presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, ha voluto evidenziare le priorità su cui concentrare il lavoro dei prossimi anni. In primo piano la gestione della risorsa idrica, con la proposta di avviare un tavolo strategico permanente con la Regione Marche per pianificare nuovi investimenti nel sistema irriguo e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Al centro del confronto anche la difesa del Made in Italy, dalla battaglia sull'origine dei prodotti fino alle iniziative per contrastare le pratiche che penalizzano le produzioni nazionali, insieme alla necessità di sostenere le principali filiere agricole regionali, da quella cerealicola al comparto vitivinicolo.
L’agricoltura marchigiana ha di fronte sfide sempre più complesse. Pur dovendo affrontare costi di produzione in crescita, cambiamenti climatici ed instabilità dei mercati internazionali, sta dimostrando una resilienza superiore rispetto ad altri comparti produttivi, anche se molte aziende guidate da imprenditori anziani cessano l'attività per la mancanza di un ricambio generazionale. Da qui la richiesta di politiche sempre più incisive per favorire l'ingresso dei giovani e garantire continuità alle imprese agricole. Ad oggi le Marche contano meno aziende rispetto al passato ma è aumentata la superficie media (di circa 2,5 ettari negli ultimi anni), un indicatore che testimonia una maggiore strutturazione delle imprese, sempre più orientate verso investimenti, innovazione e competitività. E quelle che hanno aperto alla multifunzionalità reggono meglio l’urto della crisi. Nella nostra regione, infatti, le attività collaterali rappresentano un terzo (una delle percentuali più alte d’Italia) del reddito agricolo delle imprese.
“I dati – ha detto la presidente Gardoni - ci raccontano un modello agricolo che abbiamo voluto costruire in questi anni e che vogliamo continuare a sostenere, che è fatto di diversificazione aziendale e di sostenibilità economica e ambientale”. Un risultato attribuito alla capacità delle imprese investire nella multifunzionalità e cogliere le opportunità offerte dagli strumenti messi a disposizione grazie all'attività di rappresentanza sindacale svolta da Coldiretti. L'assemblea ha così confermato la volontà di Coldiretti Marche di proseguire un percorso che coniuga rappresentanza sindacale, progettualità e confronto istituzionale, con l'obiettivo di costruire un'agricoltura sempre più competitiva, sostenibile e capace di garantire reddito alle imprese e qualità ai consumatori.