Acquasanta Terme - Il paese riparte a dieci anni dal sisma: una mano dal Comune per commercio e imprese

A dieci anni dal sisma che nel 2016 ha colpito duramente il territorio dei Monti Sibillini e dell’entroterra marchigiano, Acquasanta continua il proprio percorso di rinascita economica e sociale
Il borgo termale, tra le località più segnate dalle conseguenze del terremoto, prova a rimettere in moto il tessuto produttivo locale sostenendo in modo concreto commercianti e imprese. L’amministrazione comunale ha deliberato una misura definita “forte e netta” in materia di occupazione di suolo pubblico: riduzione del 95% per le attività commerciali e del 75% per le ditte edili. Un intervento che mira ad alleggerire in maniera significativa il carico economico su chi, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare la perdita o l’inagibilità degli immobili e una lunga fase di incertezza. “Non vogliamo che si aggiunga un ulteriore aggravio sulle tasche dei cittadini e degli operatori economici che hanno già subito danni enormi e che stanno ancora cercando di ripartire”, ha spiegato il sindaco Sante Stangoni, sottolineando come la scelta sia stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Il provvedimento rappresenta un segnale politico chiaro: sostenere la ripartenza del borgo termale significa anche intervenire sui costi quotidiani che gravano sulle attività economiche. Bar, negozi, piccole imprese e aziende edili, spesso già provate dalla ricostruzione post-sisma, potranno beneficiare di una riduzione quasi totale della tassa sull’occupazione di suolo pubblico. L’obiettivo dell’amministrazione è duplice: da un lato favorire la riapertura delle attività e incentivare nuove iniziative imprenditoriali, dall’altro rendere più attrattivo il centro abitato in una fase ancora delicata della ricostruzione. Il rilancio delle terme e del turismo locale passa anche da queste misure di sostegno diretto. A dieci anni dal terremoto del 2016, dunque, Acquasanta prova così a trasformare la fragilità in opportunità, puntando su politiche di prossimità e su un rapporto più diretto tra istituzioni e tessuto produttivo. Una scelta che vuole accompagnare il borgo verso una nuova normalità, fatta di presenza, servizi e fiducia nel futuro.
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