“Abitare sospeso” nell’Alto Nera del dopo sisma

Ancona – Un racconto di cosa significa continuare ad abitare l’Appennino centrale dopo il sisma.
Esce oggi in libreria “Abitare sospeso. Etnografia nel post terremoto 2016-2017 in Appennino centrale”, scritto dal ricercatore Enrico Mariani dell’università di Urbino, ed edito da Rosenberg & Sellier. Il volume nasce da una ricerca etnografica condotta nell’Alto Nera, tra i Comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, epicentro della sequenza sismica dell’ottobre 2016. Nel quadro di un’emergenza che non si è mai davvero conclusa, il libro descrive un paesaggio quotidiano ancora profondamente segnato dal terremoto: zone rosse inaccessibili, strutture provvisorie, spazi temporanei diventati parte stabile della vita di tutti i giorni. L’incertezza sui tempi della ricostruzione rende difficile immaginare un “dopo”, mentre gli abitanti sperimentano nuove forme di adattamento e di uso degli spazi emergenziali. Al centro del volume c’è la scelta, controcorrente, di restare ad abitare in un’area interna già marginale e spopolata, dopo un disastro di questa portata. Attraverso il racconto della vita quotidiana, la ricerca mostra come l’abitare diventi un terreno di conflitto, invenzione e resistenza, in cui si intrecciano presente e futuro dei territori colpiti. Il libro offre così uno sguardo ravvicinato sui cambiamenti sociali e territoriali in atto nell’Appennino centrale, restituendo voce a chi, nonostante tutto, continua a vivere e costruire quotidianità nei luoghi del post-terremoto. La pagina dedicata al libro sul sito dell’editore https://rosenbergesellier.it/eng/title?ref=1793 . Enrico Mariani (Ancona, 1992) è assegnista di ricerca presso l’Università di Urbino e docente presso l’Università di Verona. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la sociologia dei disastri, le pratiche di consumo
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