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A dieci anni dal sisma, ecco i quattro siti marchigiani coinvolti nelle aperture straordinarie dopo il restauro

Amministratore18 ottobre 2026 alle 11:28
fonte Ansa

Montegallo - Chiesa di Santa Maria in Lapide

Nella frazione di Balzo, la chiesa sorge su un nucleo anteriore al XIII secolo, caratterizzato da una cupola ottagonale e da un alto campanile a vela. Ampliata dai Benedettini tra Quattrocento e Cinquecento, fu profondamente trasformata negli anni Cinquanta del Novecento. Il sisma del 2016 ne ha determinato l’inagibilità: è crollata la vela campanaria minore, mentre quella principale ha mostrato un principio di ribaltamento. La caduta dei conci ha danneggiato la copertura, favorendo infiltrazioni; ulteriori lesioni hanno interessato murature e cupola. L’intervento in corso prevede la riparazione e il consolidamento delle murature, presidi antiribaltamento, la ricostruzione della vela minore con i blocchi originari e il ripristino delle coperture e delle strutture lignee ammalorate.

San Ginesio - Collegiata della Santissima Annunziata

Fondata come pieve nell’XI secolo e riedificata nel XIII, la Collegiata conserva una facciata che unisce elementi romanici e gotico fiorito, gli affreschi quattrocenteschi della cripta di San Biagio e ricche decorazioni barocche. Il sisma del 2016 ha provocato lesioni nelle pareti laterali, nel colonnato, nelle volte delle navate e delle cappelle e in facciata, compromettendo la piena funzionalità del complesso. Non si sono tuttavia verificate perdite di elementi significativi né danni tali da richiedere la ricostruzione di parti. L’intervento punta al miglioramento complessivo della risposta sismica attraverso il consolidamento diffuso delle murature e opere locali sui diversi corpi edilizi, conciliando la sicurezza con la tutela del patrimonio architettonico e storico-artistico.

Servigliano - Palazzo Filoni

Edificato tra Settecento e Ottocento lungo corso Vecchiotti, Palazzo Filoni appartiene al nucleo storico della città di fondazione illuministica. Si distingue per l’altana e per il piano nobile, ricco di volte decorate, stucchi, dipinti murali e tessuti parietali. Già colpito dal terremoto del 1997, nel 2016 ha subito danni soprattutto al piano terra e al piano nobile, con lesioni a murature e volte, distacchi tra pareti e danni alle decorazioni; particolarmente vulnerabile è risultata l’altana. Il recupero comprende consolidamenti di murature, volte e solai, collegamenti tra le pareti e restauro degli apparati decorativi. Per l’altana sono previsti smontaggio, consolidamento e rimontaggio. È in corso la riqualificazione per la nuova destinazione a hub tecnologico e spazio per la ricettività, con adeguamenti funzionali e impiantistici.

Ancona Deposito Laboratorio di Restauro della Mole Vanvitelliana

Attivato nelle prime fasi dell’emergenza del 2016 negli spazi messi a disposizione dal Comune di Ancona, il Deposito-Laboratorio di Restauro custodisce i beni culturali mobili recuperati nelle Marche meridionali. Nel gennaio 2025 accoglieva oltre 1.500 opere censite e catalogate, provenienti da chiese, pinacoteche ed edifici pubblici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Alla messa in sicurezza si è affiancato il restauro, sviluppato dal gennaio 2024 con restauratori presenti continuativamente e un laboratorio attrezzato, sotto il coordinamento tecnico-scientifico dell’Istituto Centrale per il Restauro in collaborazione con la Soprintendenza competente. Le attività comprendono diagnostica, documentazione e formazione e sono finalizzate alla restituzione delle opere alle comunità, coordinando i rientri con il recupero e l’idoneità degli edifici di provenienza