18 Apr 2017 / 20:04

Al via la quarta edizione de "Se San Benedetto fosse mia"

L’Associazione “ Città dei Bambini”, allo scopo di creare una finestra d’ascolto tra il mondo degli adolescenti e quello degli adulti, ha promosso la quarta edizione del concorso sul tema della vivibilità della propria città, dal punto di vista dei cittadini più giovani. Il tema da sviluppare è quindi la risposta a queste due domande: Come vivi la tua città? E, soprattutto, come la sogni?

Al via la quarta edizione de "Se San Benedetto fosse mia"

Dal 22 al 28 aprile 2017, dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 17, nella Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto, saranno esposte in Mostra, i disegni/lavori delle bambine e dei bambini delle scuole primarie e secondarie appartenenti agli IscCentro ed IscSud di San Benedetto del Tronto. Venerdì 28 aprile 2017 alle ore 17, sempre nella Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura, saranno premiati i vincitori dei disegni/lavori delle bambine e dei bambini partecipanti al concorso “Se San Benedetto fosse mia edizione 2017”.

<<Il racconto delle bambine e dei bambini non potrà mai essere elettronico - ha detto la Pres.ssa dell'Associazione "Città dei Bambini", Valentina Speca - E le bambine e i bambini lo sanno. I sensi ci connettono al mondo animale, alla terra, se dimenticassimo di usarli rischieremmo di percepirli come qualcosa di separato. Quando le bambine e i bambini leggono i racconti su carta, usano i sensi, toccando il foglio, ne sentono il fruscio e accendendo la luce dell’immaginazione, il tutto stimola il loro cervello. Le bambine e i bambini non chiedono solo di immaginare un racconto ma di farlo. Di farlo vivere divertendosi e inventandolo senza freni. Di bagnarlo, appenderlo, arrotolarlo e farlo ruzzolare da una collina, bucarlo, saltarci sopra con le scarpe. Scopriremo così com’è forte il racconto e quanto lo siano loro. Sembrerà spacciato o sbrindellato, ma risorgerà ogni volta. Piace l’idea che chi legge un racconto di una bambina o di un bambino, è partecipe di una esperienza e non un testimone passivo. Raccontare la nostra città, costruirla con la forza dell’immaginazione o dell’innovazione, ripensarla, costantemente, è anche questa “cultura dell’infanzia”. Come dimostrato con i concorsi di “Se San Benedetto fosse mia”>>.

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